Infrastrutture Lombarde, la bufera ci guarda da vicino. Quale destino per il San Gerardo?

22 marzo 2014 | 08:44
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Infrastrutture Lombarde, la bufera ci guarda da vicino. Quale destino per il San Gerardo?

I cantieri che bardano alcuni nodi cruciali della Brianza sono tutti targati Infrastrutture Lombarde. Partire da questo dato, spiccio, per cercare di intuire la portata dello scandalo.

I cantieri che bardano alcuni nodi cruciali della Brianza sono tutti targati Infrastrutture Lombarde. Partire da questo dato, spiccio, per cercare di intuire la portata dello scandalo che nelle scorse ore ha travolto i vertici della partecipata di Regione Lombardia. L’arresto di Antonio Rognoni, ex direttore generale di Infrastrutture, dimessosi a gennaio e dal 2004 al timone della società, uomo vicinissimo a Roberto Formigoni, con le accuse di associazione per delinquere, turbativa d’asta, truffa alla Regione Lombardia e falso, ha gettato un’ombra piuttosto grigia sul territorio nostrano. Che ne sarà dei cantieri brianzoli?

Se per Villa Reale il tempo gioca a favore (mancano poche settimane al completamento dell’opera) e Pedemontana è ferma al palo, a destare le maggiori preoccupazioni è il cantiere del San Gerardo, messosi in moto formalmente lo scorso settembre ma intensificatosi da poche settimane, con 250 operai impegnati, che avviveranno a 350 a pieno regime. Il cronoprogramma stabilito fino al 2019, il valore complessivo dell’opera pari a 207 milioni di euro, il progetto di Infrastrutture che la spuntò, non senza malumori, sull’idea dell’allora direttore generale del nosocomio monzese, Giuseppe Spata, poi “rottamato” proprio da Regione, hanno guadagnato l’attenzione generale.

«Questa rivelazione non ci cambia la vita, – commenta MaurizioLaini, segretario Cgil Monza Brianza – lungo la storia della progettazione e aggiudicazione dell’appalto San Gerardo c’era da sempre puzza di bruciato. Siamo preoccupati, chi ha sbagliato deve pagare, ma desideriamo con forza che il cantiere prosegua. In caso contrario ci faremo sentire».

Dal Pirellone sarebbero arrivate rassicurazioni: avanti coi lavori e, come ha specificato Maroni, da lunedì i nuovi vertici di Infrastrutture saranno già in cabina di regia. Intanto, però, la firma sul protocollo sicurezza per salvaguardare da infiltrazioni esterne il maxicantiere dell’ospedale San Gerardo in programma per ieri, venerdì 21 marzo, è saltata. «Il rappresentante di Infrastrutture non aveva la delega necessaria», spiega Laini.

Preoccupazione per un fermo del cantiere che metterebbe a rischio i posti di lavoro è stata manifestata anche dalla Cisl Uil Monza Brianza: «Chiediamo a Infrastrutture Lombarde di garantire il prosieguo dei lavori e il mantenimento degli impegni in merito ai temi della sicurezza e della legalità, mentre a Regione Lombardia sollecitiamo celerità nella definizione di una struttura di governo della società Infrastrutture, capace di fugare qualsivoglia dubbio sulla correttezza degli appalti e sulla loro applicazione» dichiarano i segretari generali Marco Vigano (Cisl) e Luigi Soldavini (Uil)

Il dato è che in pochi mesi hanno “abdicato” le “menti” del progetto originario di ristrutturazione del San Gerardo: il direttore generale FrancescoBeretta (altro uomo vicino al Celeste) si è dimesso un anno fa, quando la sanità lombarda tremava dopo gli scandali giudiziari degli ospedali San Raffaele e Maugeri. Di ieri l’arresto di Rognoni.