Nuovi arresti Ndrangheta: ecco tutte le ramificazioni in Brianza

28 ottobre 2014 | 12:09
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Nuovi arresti Ndrangheta: ecco tutte le ramificazioni in Brianza

Arresti a Giussano, Seregno e Mariano Comense, tra i tredici eseguiti questa mattina dal Ros dei Carabinieri di Milano, per un’indagine su nuove presunte infiltrazioni dell’Ndrangheta in Lombardia.

Arresti a Giussano, Seregno e Mariano Comense, tra i tredici eseguiti questa mattina dal Ros dei Carabinieri di Milano, per un’indagine su nuove presunte infiltrazioni dell’Ndrangheta in Lombardia. Due i gruppi criminosi individuati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, uno facente capo alla famiglia Galati, radicata nel comune di Cabiate a Como e in zone limitrofe, e la “locale” di ‘Ndrangheta di Mariano Comense (Como), a capo della quale le indagini ritengono vi sia Salvatore Muscatello, agli arresti domiciliari in seguito al processo “Infinito”.
L’indagine “Quadrifoglio”, coordinata dal Procuratore milanese Ilda Boccassini, è stata avviata nel 2012 e condotta dal Raggruppamento Operativo Speciale Carabinieri (R.O.S.), puntando a smantellare due presunte articolazioni della ‘ndrangheta radicate in Lombardia, prevalentemente nella provincia di Como, ma con ingerenze in Brianza e Milano.
Fra i reati contestati alle persone arrestate questa mattina figurano, oltre all’associazione di tipo mafioso ed al concorso esterno in associazione mafiosa, diversi gravi delitti – tutti aggravati dalla finalità di agevolare un’associazione di tipo mafioso, quali detenzione e porto abusivo di armi (anche importate clandestinamente), intestazione fittizia di beni, reimpiego di denaro di provenienza illecita, abuso d’ufficio, favoreggiamento personale, minaccia e danneggiamento mediante incendio.

Tra gli arrestati figurano un consigliere comunale di Rho (Milano), Luigi Calogero Addisi (secondo le fonti istituzionali imparentato con esponenti di vertice della cosca Mancuso di Limbadi), Fortunato Bartone, 41enne di Mileto (VV), residente a Giussano, Antonio Galati, 62enne di Mileto ma residente a Cabiate (CO), ritenuto dagli inquirenti esponente apicale della presunta articolazione mafiosa, proiezione in territorio lombardo della cosca di Limbadi, Salvatore Muscatello, 80enne originario di Amato (CZ), ai domiciliari per associazione mafiosa al termine del processo “Infinito” e considerato capo della Locale di Mariano Comense (CO) e Matteo Rombolà, 27enne di Seregno, titolare di un panificio a Mariano e cognato di uno degli arrestati.
Le indagini hanno evidenziato, tra i vari presunti reati a vario titolo in capo ad esponenti della famiglia Galati, la gestione di due società operanti nel settore edile, titolari anche di subappalti in alcuni cantieri della “Tangenziale Est Esterna di Milano” (TEEM), opera che rientra tra le grandi opere connesse ad EXPO 2015. Sempre alla presunta cosca Galati, sono imputati l’incendio doloso all’auto di un agente della Polizia Locale di Giussano, nel marzo 2013, come ritorsione per un controllo stradale, l’invio alla direttrice del carcere di Monza, nel maggio dello stesso anno, di una busta contenente minacce e 3 proiettili inesplosi calibro 9 X 21, quale ritorsione per il mancato accoglimento di alcune istanze presentata da un membro della famiglia detenuto nell’istituto.

Le indagini riguardanti il gruppo “Galati” hanno inoltre fornito elementi di prova in ordine alla “protezione” assicurata ad alcuni loro vicini e coinvolti in dissidi con affiliati ad altri sodalizi ‘ndranghetistici. In particolare tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008, la famiglia è accusata di aver prestato 2 pistole calibro 38, una pistola calibro 9 e 16 proiettili e fornito protezione a due fratelli, minacciati da Rocco Cristello e Antonino Belnome, a quel tempo rispettivamente “capo locale” e “capo società” del locale di Seregno.

Le indagini hanno concluso la fondamentale importanza, per gli appartenenti alla ‘ndrangheta, del “capitale sociale” di rapporti e relazioni con esponenti del mondo politico, istituzionale, imprenditoriale e bancario, allo scopo di ottenerne favori, notizie riservate, erogazione di finanziamenti, rete di relazioni. In particolare sono stati accertati rapporti della famiglia Galati con un agente della Polizia Penitenziaria in servizio in Lombardia, un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, imprenditori immobiliari, esponenti del mondo bancario e pubblici amministratori di enti locali.

Salvatore Muscatello, nonostante i domiciliari, è accusato di aver proseguito la sua attività di capo “Locale”, di aver mantenuto rapporti con rappresentanti di altre locali ‘ndranghetistiche lombarde, in alcuni casi ricevuti presso la propria abitazione, come ad esempio Benito Cristello, padre di Umberto e Rocco (assassinato a Verano Brianza il 28/03/2008), già esponenti apicali del locale di Seregno (MB). Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano, dottoressa Alfonsa Maria Ferraro. All’indagine del Procuratore Aggiunto della Repubblica  e coordinatore della DDA di Milano, Ilda Boccassini, hanno collaborato i Sostituti Procuratori della Repubblica dottoressa Francesca Celle e dottor Paolo Storari.