Monza, la rivolta del mattone: ambientalisti e comitati contro il Comune

4 novembre 2014 | 12:53
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Monza, la rivolta del mattone: ambientalisti e comitati contro il Comune

Sotto accusa la strategia urbanistica di questa amministrazione e di quelle che l’hanno preceduta. A rischio le ultime aree verdi e le memoria storica della città.

Ambientalisti e comitati cittadini mettono sotto accusa l’urbanistica monzese. Il coordinamento che raggruppa una decina di soggetti fra associazioni e comitati ha elaborato un dossier dal quale emerge che su Monza stanno piovendo circa 750 mila metri cubi di nuove case, supermercati e uffici, autorizzati da questa e dalle precedenti amministrazioni comunali (andiamo indetto fino alla giunta Faglia) per fare casse.

Fra gli interventi citati dal Coordinamento compare anche il cantiere sorto sull’ex Cotonificio Cederna considerato un vero e proprio comparto di archeologia industriale.

La critica mossa dal Coordinamento riguarda in particolare 20 provvedimenti fra piani attuativi, piani d’intervento e piano di lottizzazione già autorizzati (o in fase di approvazione), mentre la variante al Pgt avviata nel luglio del 2012 sembra avere smarrito la via verso l’approvazione del Consiglio comunale.

“In attesa che la variante venga approvata – ha commentato Giorgio Maioli, portavoce del Coordinamento -, sono stati autorizzati migliaia di metri cubi che comporteranno il sacrificio di aree verdi e di comparti che rappresentano la memoria storica di Monza”. Il tutto, per fare cassa. Il coordinamento chiede quindi di congelare i provvedimenti in attesa della variante, che dovrebbe tutelare ulteriori aree libere come il Plis Est delle Cave e il Plis della Cavallera.

La replica dell’assessore all’Urbanistica, Claudio Colombo, non si è fatta attendere. “I piani che riguardano questa amministrazione sono dieci – ha sottolineato – e tutti hanno un risvolto pubblico e sociale”. Vale a dire che in cambio i costruttori realizzeranno sale comunali, piste ciclabili e piazze proprio come sull’ex comparto Cederna.

Ma secondo l’assessore c’è di più poiché, dice, il vero problema non sono i metri cubi dei piani attuativi, ma quelli dei permessi semplici. Un punto sul quale sembra che l’amministrazione abbia intenzione di intervenire per contenere le volumetrie.

In foto: ex Cotonificio Cederna