Il tallone d’Achille di Monza è il fragile argine del Lambro in Spalto Piodo

I residenti sono sul piede di guerra, perchè ieri notte hanno avuto paura. Paura che il Lambro abbattesse l’argine danneggiato da anni e allagasse case e box.
E’ tra i talloni di Achille di Monza e oggi, 13 novembre, nel “day after”, come in tanti già lo definiscono, l’osservato speciale è proprio il malconcio argine del Lambro in via Spalto Piodo. La zona resta chiusa al traffico, anche pedonale. “Per questioni di sicurezza”, spiegano dal comune e intanto ci sono le transenne da questa mattina.
Il Lambro per un soffio ieri notte non è esondato. Ci è mancato davvero poco. Sarebbe stato un vero disastro anche perchè la barriere in cemento che divide Spalto Piodo dal letto del fiume da tempo è danneggiata e difficilmente avrebbe retto alla furia delle acque. I residenti della zona, spaventati dalla nottata, tirano oggi un sospiro di sollievo nel vedere gli operai del comune al lavoro per cercare di sistemare le grosse falle presenti nel muro di cinta. Ma la ferita resta aperta.
“L’anno scorso abbiamo segnalato il problema ma il muro non è mai stato sistemato. Ieri abbiamo temuto il peggio: poteva crollare da un momento all’altro” spiegano i residenti – Siamo costretti a lasciare le auto fuori dai box e fare un giro pazzesco per arrivare in casa. Ma il punto non è questo: è che, come sempre in Italia, se non si lavora in emergenza non siamo contenti. Cosa aspettano che ci scappi il morto?” Transennata l’area, ora la via è off limts sia per le macchine sia per i pedoni. Una squadra di operai è all’opera per i rilevamenti e la messa in sicurezza temporanea della strada cittadina in attesa di un intervento risolutore.
Nel frattempo, dopo la grande paura, sta montando la grande arrabbiatura. La gestione dell’emergenza Lambro da parte dell’amministrazione comunale ha scatenato una dura polemica fra la giunta targata centro sinistra e alcuni consiglieri d’opposizione. In particolare, Martina Sassoli, ex assessore provinciale e noto esponente di Forza Italia. Sul banco degli imputati sono finiti i (presunti) ritardi con cui sarebbe stata gestita l’emergenza e un sms che sarebbe stato mandato alle 16,40 per avvisare i monzesi abbonati al servizio di messaggistica che il Lambro stava rompendo gli argini. “Un po’ in ritardo – ha commentato il consigliere -. A quell’ora il fiume aveva già rotto gli argini in alcuni punti e mi immagino un monzese che magari a quell’ora si trovava a Milano per lavoro cosa possa avere pensato”. Oltre alle critiche mosse dal consigliere Sassoli, su Facebook diversi cittadini hanno sfogato la loro frustrazione con dei post di fuoco. In molti si sono chiesti come sia possibile che nonostante il passare degli anni, non si riesca a venire a capo di un problema (l’esondazione del Lambro) che è costato migliaia di euro e anche qualche vita umana.
(Riccardo Rosa – Valentina Vitagliano)