Pedemontana, l’ultima curva è stata fatale ai sindaci brianzoli (e non solo…)

17 novembre 2014 | 00:42
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Pedemontana, l’ultima curva è stata fatale ai sindaci brianzoli (e non solo…)

L’ultimo summit per tentare di congelare il completamento della tratta B1 in attesa della B2 è andato male. Regione Lombardia finanzierà solo opere di complemento

La tratta B1 di Pedemontana si farà. Così come previsto, venerdì mattina in Regione Lombardia si è tenuto l’incontro col fronte dei sindaci brianzoli contrari all’intervento e il presidente della Provincia, Gigi Ponti. Obiettivo dell’incontro era rimettere in discussione il segmento B1 della superstrada senza un piano certo sul tratto B2, senza il quale il traffico rischia di invadere la viabilità locale. I sindaci e il presidente di palazzo Grossi contavano in un nuovo studio sui flussi di traffico e su di una certa disponibilità a ridiscutere il progetto manifestata durante un incontro svoltosi all’inizio del mese. Tuttavia, la missione si è rivelata un mezzo fallimento.

Lo studio di traffico conferma infatti la volontà di Regione e di Pedemontana di aprire al traffico la tratta B1, a pedaggio, non appena sarà pronta: una scelta, questa, che è stata presentata come “obbligata” per gli impegni e contrattuali sottoscritti e per i vincoli finanziari imposti dalla banche che finanziano l’opera. “Continuiamo a considerare questa ipotesi del tutto insostenibile – riassume il Presidente Gigi Ponti –  Anche alla luce delle simulazioni aggiornate, infatti, il traffico e le code sulla Milano-Meda restano non solo confermate, ma in aumento, come le inevitabili ripercussioni sulla rete di viabilità comunale: chiederò un incontro all’assessore regionale Alberto Cavalli per approfondire nuovamente queste criticità”.

Lo scenario evolutivo fornito stamane  è stato effettuato sulla base di un calo di traffico strutturale generalizzato sulla rete di viabilità autostradale italiana – rilevato nel 2012 –  quale effetto della crisi economica e di scelte alternative in tema di mobilità: “Ciò non significa che il traffico è in diminuzione in assoluto – aggiunge Ponti, sulla base delle rilevazioni fornite dagli uffici della Provincia e degli ultimi dati disponibili sul mercato delle auto – ma che la rete di viabilità secondaria è chiamata ad assorbire i veicoli in uscita dalle autostrade: basta guardare le nostre strade provinciali e la stessa Milano-Meda per averne conferma”.

Insomma, se non è una Caporetto poco ci manca. Unica soddisfazione, per altro molto parziale, è l’intenzione del Pirellone di valutare eventuali finanziamenti per le opere collaterali, considerate dagli amministratori locali come indispensabili per evitare il collasso: su questo tema, è fissato per la prossima settimana un incontro tecnico in Provincia per concordare la short list di priorità da cantierare al più presto relativamente alle realizzazione delle opere connesse.

In foto: Gigi Ponti