Pedemontana sempre più vicina con la B1, parlano sindaci e associazioni (della B2)

20 novembre 2014 | 17:34
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Pedemontana sempre più vicina con la B1, parlano sindaci e associazioni (della B2)

Tratta B1, incremento del traffico, opere di compensazione, rischio ambientale: parlano Insieme in Rete e i sindaci di Lentate, Barlassina e Seveso.

Le ultime notizie su Pedemontana dicono che si aprirà a pedaggio la tratta B1 (Lomazzo – Lentate sul Seveso). Il collegamento tra B1 e la superstrada Milano-Meda verrà reso operativo in tempo per Expo, mentre bisognerà aspettare gennaio 2016 per l’inizio dei lavori della tratta B2 (Lentate sul Seveso – Cesano Maderno).

E il traffico? «Il 14 novembre è stato presentato in Regione Lombardia un nuovo studio del traffico commissionato da Pedemontana – spiega il sindaco di Barlassina, Piermario Galli -, secondo il quale l’apertura del tratto B1 non avrà un grande impatto: bene, ma ora vogliamo le opere di compensazione».

«Nonostante l’aggiornamento del piano del traffico – ha commentato il primo cittadino di Seveso, Paolo Butti -, noi riteniamo che ci sarà un peggioramento».

Ancora più scettica è Rosella Rivolta, sindaco di Lentate: «Ci è stato ripresentato, con alcune integrazioni, lo studio che come sindaci avevamo contestato a suo tempo – ha dichiarato -: si afferma che l‘incremento del traffico atteso all’apertura di A + B1 è reale ma non impattante per il nostro territorio. Affermazione questa che non può essere condivisa: conoscendo bene quelli che sono già ora i tempi di percorrenza nelle fasce orarie di maggior utilizzo, è evidente che il maggior traffico si riverserà sulla viabilità comunale».

Da qui, l’esigenza di opere in sostegno della viabilità secondaria. Ma Pedemontana non era a corto di risorse? «Regione Lombardia potrebbe anticipare una parte dei soldi – ha riferito Galli -, ma ad oggi non sappiamo quanti e per quali opere: come Comune abbiamo fatto un elenco di priorità». «Ne discuteremo venerdì 21 in provincia – ha confermato Butti -. Ho chiesto a Maroni che si impegni nell’individuare le risorse».«Non possiamo sentirci dire una cosa ad un tavolo e il contrario al tavolo successivo – ha accusato Rivolta -, è necessario che gli interlocutori si parlino anche sul fronte pedaggiamento».

Il coordinamento Insieme in Rete, intanto, ribatte punto per punto alle dichiarazioni ufficiali.

Apertura a maggio della B1? «I tecnici di Pedemontana e l’appaltatore Strabag hanno informato che verranno sforati i tempi previsti dal crono programma». Studio sul traffico? «Maroni dice che, secondo lo studio, il traffico non aumenterà. Quindi che c’è da stare tranquilli – commentano sarcastici -: anche se un’autostrada si riverserà su una superstrada già congestionata e al tracollo, non dovremo aspettarci niente di peggio di quello che accade ora». E l’impegno per la viabilità secondaria? «Un capolavoro all’italiana, un vero pasticciaccio che dice tutto e il contrario di tutto. Le misure compensative (e non compensazioni) sono opere di miglioria della viabilità secondaria ma non solo, definite nella prescrizione 51 del Cipe e la cui realizzazione è a carico della società Pedemontana. I sindaci di Barlassina, Seveso, Meda, Lentate sul Seveso, Cesano Maderno inseguono questi famosi 60 milioni di euro da circa tre anni, senza grande successo: infatti ancora oggi Maroni li può promettere ed essere ringraziato per questa promessa. Ma come credergli visto che non c’è nessuno stanziamento economico a sostegno della realizzazione della B2? E perché ringraziare visto il disastro per il territorio e l’ambiente?».

«Maroni si ostina a volere la tratta B2, continuando ad ignorare il rischio connesso alle criticità ad essa collegate – accusa Insieme in Rete -: la contaminazione dei terreni da diossina Tcdd, frutto dell’incidente Icmesa del 1976». «Ci è stato comunicato che Pedemontana sta redigendo un piano, che dovrà essere approvato e poi sottoposto all’amministrazione – spiega Butti -. Noi abbiamo intenzione di continuare il percorso intrapreso con la diffida». «Non ci stanchiamo di dirlo ancora una volta – conclude il coordinamento Insieme in Rete -: questa infrastruttura autostradale è inutile ed è opportuno fermarsi».

Il coordinamento No Pedemontana, intanto, ha raccolto 2.720 firme per chiedere lo stop dei lavori, consegnate come petizione popolare in Regione Lombardia il 17 novembre: «Non spaventeranno di certo Maroni ma sono un risultato più che positivo- commentano -. Insieme alle nostre sono state consegnate le 2.744 firme della petizione promossa dalla Lista civica italiana e indirizzata al Presidente della Repubblica, dove si chiede una moratoria sul comparto delle grandi opere e di non concedere a società Pedemontana alcuna agevolazione pubblica».