«Non ci stupiamo se le classifiche internazionali collocano l’Italia in coda quanto a livello di trasparenza delle istituzioni pubbliche: Pedemontana è un caso da manuale di opacità amministrativa – commenta Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Eppure è un’opera che, ormai è chiaro, potrà procedere solo con pesanti iniezioni di denaro pubblico e con smisurati benefici fiscali. Cosa vuole nascondere la concessionaria che opera a nome di Regione Lombardia, impedendo di conoscere i progetti di opere pubbliche? Forse il più grande abuso edilizio mai realizzato? Ci auguriamo che la magistratura effettui i necessari accertamenti verificando la correttezza delle procedure che hanno consentito di radere al suolo centinaia di ettari di foreste in assenza di fondamentali atti autorizzativi e che, se riscontrasse abusi, intervenga in modo deciso».
In apertura: cantiere a Lentate sul Seveso