Gestione del centro natatorio sotto accusa. A rischio i corsi per i disabili

7 agosto 2015 | 11:51
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Gestione del centro natatorio sotto accusa. A rischio i corsi per i disabili

Da diverse società sportive e dai subconcessionari del bar interno al centro natatorio comunale piovono critiche alla gestione dell’impianto da parte della Sport Management.

Servizi scadenti, prezzi eccessivi, lavori di manutenzione e miglioria non eseguiti, promesse non mantenute: da diverse società sportive e dai subconcessionari del bar interno al centro natatorio comunale Pia Grande piovono critiche alla gestione dell’impianto da parte della Sport Management di Verona.

Il centro natatorio, voluto al pari del palazzetto dello sport dalla prima amministrazione guidata da Marco Mariani, è stato inaugurato il 18 giugno 2005 e affidato in gestione alla Swim Planet, che l’ha tenuto malissimo, a detta di amministratori comunali e utenti per 6 anni, periodo nel quale è stato intitolato all’ex assessore allo Sport, Pia Grande. Nell’impianto sono presenti tre diverse vasche (una ludico-didattica, una da 25 metri e una da 33 metri), una buca di 5 metri per corsi sub, una sala riunioni e poi bar, solarium e chiringuito. Nel 2011 la gestione del centro è passata nelle mani della Sport Management, che cura una quarantina di impianti simili sparsi nel Centronord Italia. La concessione del Comune ha una durata di 12 anni durante ciascuno dei quali la Sport Management deve corrispondere al Comune un corrispettivo di 115.333 euro più Iva; inoltre la società veneta deve realizzare opere di manutenzione straordinarie per un importo stimato di 214mila euro più Iva. Si tratta dell’impermeabilizzazione interna del bacino delle due vasche principali, della realizzazione di nuovi collettori di scarico negli spogliatoi dell’ala destra, della sostituzione di tutte le tubazioni di scarico esistenti negli spogliatoi dell’ala sinistra, delle impermeabilizzazioni delle superfici della pavimentazione dei locali spogliatoi/servizi, dell’eliminazione del fenomeno di risalita capillare dell’umidità lungo le pareti perimetrali esterne, della sigillatura della vasca di compenso, dell’eliminazione del ristagno d’acqua nel locale centrale termica. La Sport Management aveva pure presentato un progetto di migliorie dell’impianto da realizzare entro il termine massimo previsto di 6 anni. Gli elaborati prevedevano una piscina scoperta sull’area del solarium, a sud, e un centro benessere e una palestra per il fitness dall’altra parte, sul lato nord, per un investimento di circa 1,6 milioni di euro. Questi alcuni degli altri passaggi salienti della concessione: “Il concessionario è obbligato a trasmettere annualmente all’Amministrazione comunale entro il 30 giugno il programma di utilizzo degli spazi sportivi e ricreativi previsto per la stagione sportiva successiva”; “il concessionario è obbligato a garantire un servizio di bar-ristoro presso il locale attrezzato”; “eventuali inadempienze ad obblighi comporteranno l’applicazione di penali economiche che verranno comminate dall’ufficio gestione impianti sportivi a seconda della gravità delle inadempienze, a propria discrezione da un minimo di 100 euro ad un massimo di 500 euro”.

pallanuoto-monza-tribuna-appiani-scanagatti-mbLa nostra redazione continua a ricevere segnalazioni di disservizi e per questo motivo abbiamo deciso di interpellare alcune delle società sportive che svolgono la loro attività nella struttura di via Murri, nel quartiere Sant’Albino.
Siamo partiti dal Nuoto Club Monza, la cui squadra di pallanuoto è stata promossa per la prima volta nella storia in Serie B. Il club biancorosso ha vissuto una profonda insofferenza negli ultimi due anni per la presenza al “Pia Grande”, solo per le partite, della squadra di pallanuoto della Sport Management, prima in Serie A2 e poi in Serie A1. La mancanza di collaborazione tra le due società ha persino portato lo scorso ottobre a un episodio di violenza denunciato alle forze dell’ordine. Anche in considerazione del clima pesante venutosi a creare a Monza, il presidente scaligero Sergio Tosi ha deciso di trasferire la propria squadra a Busto Arsizio. Com’è la situazione allo stato attuale? “Abbiamo tentato di trovare un accordo economico per la prossima stagione, ma per ora non ci siamo riusciti – spiega il presidente Franco Fossati – Con la convenzione della scorsa stagione le nostre spese sono raddoppiate: da 30mila a 60mila euro. Il bilancio si è chiuso in rosso. In seguito alla promozione in Serie B abbiamo bisogno almeno degli spazi della stagione passata, per proseguire col nostro lavoro a favore della pallanuoto. Abbiamo pure iniziato una campagna di reclutamento. Però il nostro desiderio di andare d’accordo con i dirigenti della Sport Management si scontra col loro atteggiamento sempre penalizzante nei nostri confronti”. Il consigliere Matteo Di Lernia entra nei dettagli: “Abbiamo richiesto ai dirigenti della Sport Management un incontro lo scorso marzo e solo a fine luglio siamo riusciti a vederci col direttore Gionatan Menga. Il colloquio è stato abbastanza tranquillo anche se la loro intenzione è quella di aumentare le ore a disposizione per la loro squadra di nuoto. Io ho sottolineato il fatto che l’Nc Monza ha diritto agli spazi previsti nella concessione comunale e loro hanno risposto che hanno diritto ad applicare le tariffe previste nella stessa. Nei giorni scorsi c’è stato un ulteriore incontro tra alcuni dirigenti nostri e loro e al termine è stato definito il monte-ore di cui possiamo godere, ma il prezzo da pagare è assolutamente da contrattare perché per noi sarebbe insostenibile. Dunque siamo in una fase di stallo. Mi auguro che non si arrivi alla situazione dell’anno scorso quando, in mancanza di un accordo, a ottobre ci fu impedito di entrare in vasca”.

Nuoto-Paralimpico-Assoluti-Busto-by-Luca-Renoldi (14)Molto critica è anche la situazione della Brianza Silvia Tremolada Onlus, la polisportiva che da 31 anni opera a favore delle persone con disabilità fisica, sensoriale ed intellettiva. Il presidente Marco Dell’Oro paventa addirittura la chiusura dei corsi di quella che è una delle principali società italiane nel settore della disabilità: “È da qualche anno che abbiamo problemi, esattamente da quando la Sport Management è subentrata nella gestione del centro natatorio Pia Grande e ancor di più quando è subentrata alla gestione diretta del Comune del Nucleo educativo integrato Enrico Farè. La concessione ci assegna degli orari e delle vasche che non rispettano le esigenze dei nostri atleti disabili. Del resto è stata scritta senza interpellarci, dunque con un modo di operare scorretto. Adesso stiamo cercando di interloquire con i dirigenti della Sport Management e con gli amministratori e i tecnici comunali per trovare una soluzione entro i primi giorni di settembre. Siamo molto preoccupati perché dobbiamo dare risposte alle famiglie di oltre 200 atleti e ai terapisti. Difatti la nostra società e le altre tre della città che operano per i disabili avevano chiesto di avere nero su bianco entro lo scorso 31 luglio. Mi sento di dire che o ci sarà un’apertura del gestore, come avvenuto l’anno scorso, oppure non organizzeremo più i corsi”.

pesca apnea piscina arcore3Anche le società subacquee sono scontente. Ne abbiamo sentite due: “La Sport Management cambia il responsabile del centro natatorio ogni sei mesi ed è quindi difficile costruire un rapporto solido col gestore – lamenta Elena Veronica Carzaniga, istruttrice dell’Idra Diving Club – Quello che noto è che gli spogliatoi sono sporchissimi, lasciati nel degrado totale, d’inverno il riscaldamento non funziona quasi mai e nella buca per i corsi sub ogni venerdì, quando teniamo le lezioni, troviamo di tutto. Eppure i gestori dicono di avere un piccolo robot che dovrebbe scendere in fondo alla buca per recuperare la spazzatura… Comunque il centro natatorio Pia Grande andrebbe rifatto tutto perché è obsoleto”. Paolo Gironi, referente di Alta Marea, è dello stesso parere: “È un impianto da ristrutturare ma nessuno ci mette mano. Intanto le docce sono per la maggior parte guaste, il riscaldamento dell’acqua a volte non funziona e gli spogliatoi dell’ala sinistra non sono ancora stati rifatti”.

Dagli utenti del nuoto libero arrivano lamentele sulle tariffe, che sarebbero alte per la qualità del servizio offerto. Inoltre c’è molta preoccupazione tra i nuotatori monzesi perché la Sport Management ha preso in gestione anche la piscina comunale di Brugherio e per ben 23 anni, facendosi carico della messa a norma ordinaria e straordinaria della struttura per un importo pari a 1,5 milioni di euro: il timore è che molti brugheresi abbandoneranno il “Pia Grande” per l’impianto della loro città e che di conseguenza, e considerando la longevità della nuova concessione, la Sport Management trasferirà lì gli investimenti previsti su Monza.

bpm-losciale-appiani-tosi-binchi-alì-mbIn Comune cosa pensano di tutte queste lamentele? “Anche noi riceviamo e-mail di proteste per la gestione del centro natatorio e a tutti diamo una risposta dopo aver verificato le criticità con il concessionario – dichiara il consigliere comunale delegato allo Sport, Silvano Appiani – Purtroppo tra il Comune e la Sport Management era in atto da anni un contenzioso legale che però nei giorni scorsi è stato risolto con una transazione”. Il responsabile del Servizio attività sportive del Comune, Roberto Citterio, spiega: “Le proteste degli utenti si sono diradate. Negli ultimi tre mesi ne abbiamo ricevuta solo una alla quale è stata data una risposta puntuale. L’ultimo sopralluogo dei tecnici comunali è datato 17 luglio 2015 e non hanno avuto nulla da eccepire. I problemi insistenti sono ormai stati risolti da mesi. I lavori di manutenzione straordinaria si erano interrotti a causa di un contenzioso legale che è stato risolto con una delibera di Giunta dello scorso 30 luglio. Pertanto le opere, in particolare la sostituzione di tutte le tubazioni di scarico esistenti negli spogliatoi dell’ala sinistra, riprenderanno presto. Riguardo agli spazi per le società sportive, a fine agosto saranno definiti tutti. Ricordo che finora la Sport Management ha concesso alle società locali più spazi di quanti previsti in concessione. Se il contenuto di questa non andava bene, così come il testo del bando di gara, perché nessuno li ha contestati a suo tempo? Mi sembra che ormai tutti adottino l’espressione ‘Piove, governo ladro’…”.

donadoni-mbE anche “piove sul bagnato”, visto che Hydro, la società che gestiva in subconcessione il bar del centro natatorio, ha rescisso anticipatamente il contratto. “Avevamo sottoscritto con la Sport Management un contratto d’affitto di ramo d’azienda della durata di 6 anni a partire dal maggio 2012, ma lo scorso gennaio abbiamo inviato il preavviso di rescissione a far data dal 1° agosto – racconta Nicoletta Donadoni, una dei tre soci – Al momento di sottoscrivere il contratto avevamo ricevuto promesse verbali di costruzione di una piscina esterna, di una palestra e di un centro benessere che avrebbero aumentato l’utenza del centro natatorio e dunque il giro d’affari. In questo modo la Sport Management aveva spuntato un canone d’affitto che era già calcolato in considerazione dell’ipotetico sviluppo della struttura. E noi per questo ipotetico sviluppo avevamo assunto una barista. In questi anni abbiamo inviato alla società che gestisce il ‘Pia Grande’ diverse e-mail richiedenti chiarimenti sulla situazione d’immobilismo venutasi a creare, ma non abbiamo mai ricevuto una risposta, neanche verbale. Siamo riusciti a parlare solo coi vari direttori che si sono succeduti, i quali ci dicevano che avevano ‘le mani legate’ a causa del contenzioso in essere tra la Sport Management e il Comune. Tra l’altro, non appena finisce la stagione agonistica il bar si svuota quasi del tutto perché senza una piscina scoperta sono pochi quelli che frequentano il centro natatorio. A questo punto, appurato che sotto l’aspetto economico non era conveniente gestire il bar nelle condizioni in cui si trova l’impianto che lo ospita, abbiamo inviato il preavviso di rescissione del contratto”. Attualmente, dunque, il “Pia Grande” è privo di un servizio di bar-ristoro.

Naturalmente abbiamo provato a interpellare anche un dirigente della Sport Management, ma la società di comunicazione che cura l’ufficio stampa della società ci ha fatto sapere che si riserva di replicare alle critiche successivamente alla pubblicazione del servizio.