Duro scontro a Camparada per l’arrivo dei profughi

L’arrivo dei profughi divide la piccola Camparada. Dell’aspetto umanitario e dell’accoglienza se ne è parlato ben poco ieri sera nell’assemblea pubblica che si è svolta in comune.
L’arrivo dei profughi divide la piccola Camparada. Dell’aspetto umanitario e dell’accoglienza se ne è parlato ben poco ieri sera nell’assemblea pubblica che si è svolta in comune.
Il prefetto indirizzerà 30-35 richiedenti asilo nell’edificio privato delle suore della congregazione di Maria Bambina, inutilizzato da due anni. La struttura di via Lario è di grandi dimensioni ed era utilizzata in passato come ricovero per le religiose più anziane. Ha una destinazione d’uso sociale compatibile con l’accoglienza dei migranti.
La notizia dell’arrivo di questi uomini stranieri è stata data ufficialmente ad inizio mese. Apriti cielo. Una vera e propria tempesta si è scatenata nella tranquilla Camparada. Al centro delle polemiche il sindaco, Giuliana Carniel, perchè delle suore, che hanno dato la disponibilità ad affittare la loro struttura, ieri sera alla riunione pubblica non c’era traccia.
I cittadini di Camparada rimproverano al sindaco di non essere intervenuta con fermezza. A sostenere ciò in primis gli uomini del Carroccio guidati dal consigliere, il veterano, Fabio Meroni. Giuliana Carniel, 67 anni, eletta con una lista civica di centrosinistra, Uniti per Camparada, però non ci sta. E anzi spiega. “Ci sono delle regole umanitarie da rispettare, come il diritto all’asilo politico che è garantito e dalla Costituzione Italiana ed è regolamentato dalla legge che prevede che i profughi siano accolti ed accuditi nei paesi dove si recano per rifugiarsi. Il Prefetto tra le strutture messe a disposizione per l’accoglienza ha individuato quella delle suore. Il prefetto che ha il ruolo di commissario per l’emergenza ha un’autorità tale per cui la decisione non è contestabile”.
A ciò si aggiunge il fatto che i migranti sono già da qualche mese anche nella vicina Correzzana, amministrata da una giunta di centro destra assieme alla Lega Nord . Nessun problema, se non fosse che la villa messa a disposizione non è risultata in regola per ospitare 20 persone. A breve l’ufficio tecnico del comune di Correzzana definirà il numero massimo per quella casa e non è scontato che quelli che lì non potranno rimanere, potrebbero essere trasferiti nella grande struttura delle suore che a pieno regime può arrivare ad ospitare 100 persone.
Di tutt’altro parere i cittadini intervenuti numerosi ieri sera che sostengono che il sindaco avrebbe dovuto dire “no” al prefetto e in ogni caso una decisione del genere sarebbe dovuta essere condivisa. Tra le preoccupazioni c’è la situazione sicurezza e sanitaria.
“Avete pensato di mettere delle telecamere per controllare l’entrata e l’uscita di queste persone dalla struttura?” chiede una donna. Oppure, “Questo paese ha un solo bar, non ha un oratorio, non ha nulla di adeguato per accogliere così tanti profughi!”. Ma non solo: “Il numero giusto per Camparda sarebbe massimo di 2 richiedenti asilo, non 30 o di più!”
“E adesso come faremo a fare andare in giro tranquilli i nostri figli e le nostre figlie?” “Dovremo chiuderci in casa!”
I timori sono molti e la diffidenza è maggiore dell’idea dell’accoglienza. “Mi sembra strano sentire questi discorsi da gente che poi li vedo la domenica seduti in prima fila in chiesa – ha ribattuto provocatoriamente un uomo. “Lei non si preoccupi che i conti con la mia coscienza li faccio da me…”, gli hanno risposto tra i denti un anziano.
Tanti, troppi luoghi comuni hanno trasformato il dibattito in uno spettacolo poco edificante, ma sopratutto poco costruttivo.