Pedemontana divide. M5S da Delrio: “Da bloccare!”. Maroni: “La finiremo”

Il M5S ha chiesto al ministro delle Infrastrutture di fermare Pedemontana. Maroni e Sala la difendono.
Tutti vogliono parlare di Pedemontana con Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti. Dopo la lettera inviata da diverse associazioni appartenenti ai comuni della tratta B2 (Noi per Cesano, il comitato Cives di Seveso e quello di Bovisio), il 4 febbraio il ministro ha ricevuto la visita di alcuni portavoce del Movimento 5 Stelle: il consigliere regionale Gianmarco Corbetta, il deputato Davide Tripiedi e il senatore Bruno Marton. Lo scopo è sempre lo stesso: sottolineare le criticità di Pedemontana e chiedere l’abbandono del progetto.
«Abbiamo chiesto al Ministro di intervenire e fermare il delirio di cementificazione dell’amministrazione lombarda, destinare risorse per potenziare il trasporto pubblico, rafforzare il sistema ordinario di viabilità che non comporti consumo di suolo, e mettere in sicurezza la Milano-Meda, che da anni versa in un vergognoso stato di abbandono e degrado – riassumeCorbetta, che ritiene troppo grande il consumo di suolo e il rischio diossina, soprattutto per un’autostrada così poco frequentata e che rischia di mandare al collasso la Milano-Meda e la viabilità secondaria dei comuni attraversati -. Ma ciò che rende ridicolo il solo pensiero di proseguire con la realizzazione è l’assoluta mancanza di liquidità: i tre miliardi di euro che servono per andare avanti non ci sono. In definitiva, occorre stralciare Pedemontana dall’elenco delle opere ritenute prioritarie dal Governo. Altrimenti si finisce come sempre con soluzioni “all’italiana”, con tutti i costi a carico del pubblico e i profitti ai privati!».
Delrio sembra aver accolto le considerazioni del M5S senza sbilanciarsi. «Abbiamo trovato il ministro piuttosto sfuggente di fronte alle responsabilità di questo governo rispetto al proseguimento dell’opera – ha commentato Corbetta -, ma è chiaro che il progetto Pedemontana non lo entusiasma e che non intende metterci un euro in più di soldi pubblici rispetto a quanto già previsto e speso. La crisi finanziaria di Pedemontana resta dunque irrisolta: i privati non credono più nell’opera e il Governo si rifiuta di coprire il buco da tre miliardi».
Di tutt’altro parere il Governatore Maroni: «Ho letto le dichiarazioni del ministro Delrio e mi hanno molto sorpreso – ha detto ieri Maroni a margine di un convegno -. Avevo parlato con lui e, oltre ad annunciarmi che sarebbe venuto in Lombardia entro metà febbraio per fare il punto, mi aveva anche detto che proprio Pedemontana sarebbe entrata nel piano Juncker. Del resto, qualche giorno fa, abbiamo già avuto un incontro a Palazzo Chigi proprio su Pedemontana, perché fosse inserita nel piano Juncker. Quindi, se le sue dichiarazioni sono state riportate correttamente, mi hanno molto sorpreso». Gli eco il vicepresidente brianzolo della Regione, il forzista Fabrizio Sala: «È chiaro che questo territorio non sta negli interessi del Governo – allarga le braccia -. Ma trovare i soldi per finanziare Pedemontana non è impossibile». Insomma Regione Lombardia ci crede ancora e vuole finire l’opera.