Seveso parla di Pedemontana, le voci. Legambiente: “Una sòla enorme”

4 febbraio 2016 | 03:47
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Seveso parla di Pedemontana, le voci. Legambiente: “Una sòla enorme”

Pedemontana è “la Salerno – Reggio Calabria del Nord”, “Una sòla enorme”: senza contare il rischio diossina, il territorio deturpato e il traffico da incubo. Le voci contro a Seveso.

Nel corso del partecipatissimo incontro su Pedemontana (leggi qui l’articolo) organizzato lunedì 1° febbraio dal Comune di Seveso non sono mancate le proteste di cittadini e associazioni ambientaliste: l’autostrada lombarda appare ormai sempre di più come un’opera inutile. Una “Salerno – Reggio Calabria” del Nord, dannosa per il territorio e i cittadini. «Davvero vi sembra realistico che Pedemontana venga realizzata come previsto? – chiede infatti Davide a nome del comitato No Pedemontana -. A me sembra un’opera fatta per gli interessi di pochi e a discapito di tanti. Non risolve il traffico, ma il vero problema è quello della diossina: una questione più insormontabile di quel che sembra. Fermiamo l’autostrada, rivediamo la mobilità a nord di Milano e incentiviamo il trasporto pubblico».

Pedemontana, in realtà, sembra già ferma: bloccata dalla mancanza di fondi e dall’incognita diossina (la campionatura deve ancora iniziare). «Questa situazione di stallo paradossale durerà anni – prevede Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Abbiamo preso una sòla enorme: non possiamo realizzare Pedemontana per come è stata concepita, e questo inizio disastroso è solo l’antipasto. La tratta A è stata voluta dai politici di Varese, ma ha numeri che giustificherebbero appena una strada provinciale. Per la tratta B dovremo continuare a contare sul tappo tariffario, o avremo un traffico in confronto al quale la visione di Debernardi (l’ingegnere che ha presentato uno studio in merito, ndr) è addirittura ottimista. Il vero problema sarà la tratta C».

Ancora più polemico il comitato Cives di Seveso, che ha recentemente firmato una lettera inviata al ministro Delrio per chiedergli di eliminare Pedemontana dall’elenco delle opere di realizzazione prioritaria. «Mi stupisce vedere la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, che non si è mai pronunciata contro Pedemontana, ospite di questo incontro – ha esordito -. Perché non si può porre la parola fine al progetto? Secondo l’avvocato Colombo gli atti amministrativi con cui Pedemontana è stata approvata non sono più impugnabili, ma gli accordi non sono stati rispettati, a partire dalle opere di compensazione, promesse ma mai realizzate. Perché non possiamo chiedere che, prima di continuare con la tratta B2, si provveda alle opere secondarie? Perché – ha concluso, rivolgendosi al sindaco – non fate qualcosa di concreto, e andate a Roma dai vostri simili?». «Abbiamo scelto di sederci al tavolo delle trattative per cercare di gestire Pedemontana, e non farcela imporre senza poter dettare le nostre condizioni – ha ribattuto il sindaco, Paolo Butti -. Ora per noi il tema prioritario è la salute dei cittadini: vogliamo indagare sulla diossina, che sappiamo che è presente sul nostro territorio e continuerà ad esserlo, per non sappiamo quanto tempo».

«Tutte le volte che il territorio si è saputo muovere in modo corale siamo riusciti ad incidere sulle decisioni – ha voluto ricordare Gemma Beretta, portavoce del coordinamento Insieme in Rete, citando la modifica progettuale del 2012 che riduceva l’occupazione del Bosco delle Querce e il più recente piano di caratterizzazione per le zone inquinate da diossina -. Le amministrazioni hanno la responsabilità sulla salute dei cittadini: e dovranno tenerne conto, nella loro dovuta “obbedienza” alla Regione».

In apertura, il pubblico intervenuto lunedì sera alla FLA