Rinnovo Gp, Dell’Orto sfida Ecclestone: “Non me ne vado”

Nonostante le pressioni, il presidente di Sias non ha intenzione di dimettersi: “Sono stato nominato per rilanciare l’impianto”
Andrea Dell’Orto non si dimette. Il presidente di Sias, la società controllata da Aci Milano che gestisce l’Autodromo di Monza, non ha intenzione di abbandonare l’incarico. Da una settimana a questa parte il futuro del Gran premio di Monza sembra dipendere dalla permanenza dell’attuale management (composto oltre che da Dell’Orto anche dal suo braccio destro Francesco Ferri) alla guida della società: se se ne va, Monza avrà il Gran premio per almeno altri quattro anni (l’attuale concessione scade nel 2016), se rimane, il rischio di perderlo è reale.
Le notizie che filtrano da Londra, dove Bernie Ecclestone ha il suo quartier generale, lasciano poco spazio ai dubbi. Il patron della Formula uno aveva trovato con Angelo Sticchi Damiani, presidente di Aci Italia, un punto d’intesa sull’ammontare del canone (circa 20 milioni di dollari contro i 27 richiesti) e sulla durata del rinnovo (da quattro a sette anni). Tuttavia, proprio quando tutto sembrava pronto per la firma finale, Mister “E” ha palesato forte sfiducia nei confronti di Dell’Orto.
“Sono realmente stupito da quanto sta accadendo – ha spiegato Dell’Orto -. Faccio fatica a pensare che il rinnovo della concessione dipenda da una questione personale fra me ed Ecclestone, forse mi stanno attribuendo troppa importanza. Comunque, non alcune intenzione di andarmene”. Insomma, Dell’Orto non ha alcuna intenzione di fare la parte del capro espiatorio.
“Sono stato nominato un anno e mezzo fa con un obiettivo – ha aggiunto -: ristrutturare e rilanciare l’Autodromo. Ho ereditato una situazione molto pesante sotto il profilo economico. E’ vero, al 31 dicembre 2015 abbiamo fatto registrare un risultato negativo di quasi un milione e mezzo, ma abbiamo presentato un ampio dossier che illustra in maniera dettagliata la situazione dell’ente, ciò che è stato fatto e ciò che abbiamo intenzione di fare. Inoltre, quello dello scorso settembre è stato sicuramente uno dei Gran premi meglio riusciti degli ultimi tempi. Se vogliono allontanarmi, dovranno dare delle spiegazioni”.
Sul banco degli imputati Dell’Orto c’è finito per la gestione dell’impianto che in ambienti Aci hanno definito “poco soddisfacente” e per la decisione di puntare anche sulle Super bike. I conti di Sias piangono, l’ultimo esercizio ha fatto registrare un risultato negativo di circa un milione e mezzo di euro e le Super bike vengo no viste da Ecclestone come un’inutile distrazione.
“La Superbike non sono un problema, ma una possibile soluzione – ha aggiunto -. Due terzi del canone per il rinnovo li pagherà Aci Italia, il resto è in capo a Sias. La Super bike non deve essere vista come una distrazione o un’alternativa al Gran premio, ma come un completamento grazie al quale contiamo di generare reddito”. A questo punto la palla passa ad Aci Milano, l’ente che ha nominato Dell’Orto e che adesso, a distanza di poco più di un anno, potrebbe silurarlo.