Rievocazione storica, la “Ghringhella” e le riproduzioni del tesoro del Duomo

Quest’anno il tema della rievocazione sarà il primo Giubileo. L’associazione di Villasanta ha riportato in vita le Ampolle dei Pellegrini.
La Corona Ferrea, la chioccia coi pulcini, la croce gemmata di Agiululfo, la corona di Gundenberga, la tiara papale. Questi sono solo alcuni dei pezzi del tesoro del Duomo ricreati dall’associazione “La Ghiringhella di Villasanta, presieduta da Gino Maggioni, che dal 2000 collabora insieme a Ghi Meregalli (qui sotto in foto) alla pianificazione e allo svolgimento della Rievocazione storica della città di Monza.
Quest’anno, visto il tema del Giubileo che accompagnerà la manifestazione, le new entry tra le la riproduzioni delle antiche ricchezze appartenute a Teodolinda e a i suo successori, saranno le Ampolle dei Pellegrini. MBNews ha incontrato Rosy Locati e Giusy Galimberti , per scoprire da più vicino il lavoro degli associati in vista del XXXV corteo storico…
Nonostante nessuno dei volontari della Ghiringhella sia un professionista del settore, è davvero impressionante osservare con quanta cura siano stati ricreati nei minimi dettagli i tesori del Duomo di Monza. Un lavoro di cui si occupa da sempre Giusy Galimberti, che ci spiega così la sua attività all’interno della Ghiringhella: “Come tutti gli altri volontari, anche io do il mio contributo all’associazione nel tempo libero. Per me, creare o ricreare le meraviglie del passato è un soprattutto un piacere e un modo per rilassarmi. L’obiettivo è quello di realizzare dei pezzi che siano il più possibile vicini all’originale”. Effettivamente, basta dare un’occhiata alla Chioccia con i pulcini riprodotta da Giusy nel 2003 per accorgersi di come mantenersi fedele al reperto autentico, sia la prima missione della “restauratrice” della rievocazione. Per sua stessa ammissione, la Chioccia è il lavoro meglio riuscito, e che ha saputo regalarle maggiori soddisfazioni.
La cosa che più stupisce di questa singolare attività, sono senza dubbio le modalità di produzione delle opere. “La mia cucina si trasforma sempre in un vero e proprio laboratorio nei mesi che precedono la restaurazione- ci rivela con il sorriso sulle labbra la Signora Galimberti- Utilizzo sempre materiali poveri, come amido di mais, colla vinilica, carta pesta e altro ancora. Essendo un’associazione di volontari non lucrativa, cerco sempre di ottenere il massimo risultato dal minimo sforzo economico”.
Entrando invece più nel vivo della XXXV^ edizione, Giusy ci spiega così come è riuscita a riprodurre le ampolle commissionatele dalla Signora Meregalli: “ E’ stato un lavoro meno gratificante rispetto al solito, per il fatto che purtroppo non ci è data la possibilità di vedere dal vivo queste ampolle risalenti al VI Secolo. Ma mi ha dato la possibilità di conoscere la storia di un reperto di cui non conoscevo praticamente nulla. Le ho riportate in vita consultando i testi da cui potevo prendere spunto. Infine le ho ricreate utilizzando i soliti materiali, attraverso procedimenti semplici ma efficaci”.
Il lavoro di questa creativa speciale è sicuramente unico nel suo genere, come ci ricorda anche Rosy Locati, responsabile dei figuranti e della pianificazione scenica della parata. Giustamente poi non si dimentica di ricordare l’operato di tutti in volontari della Ghiringhella: “ Gli abiti che realizziamo a d esempio, sono tutti creati da persone che non lo fanno di professione, e nonostante questo il risultato è straordinario. Per noi lo scopo principale resta sempre quello di fare del bene, in quanto la missione di Ghi Meregalli, attraverso la realizzazione del corteo è quella di aiutare chi è meno fortunato di noi. Per noi della Ghiringhella è questo ciò che ci spinge ad andare avanti anno dopo anno”. L’11 giugno sarà possibile vedere da vicino questi stupendi esemplari realizzati con estrema cura. Guardare e non toccare, perché come ci racconta Giusi con aria divertita , la corona ferrea ha un’effetto particolare sul pubblico: “Appena la vedono tutti vogliono trasformarsi in Napoleone e provarla. Per questo abbiamo deciso di fissarla ad un basamento…”
La rievocazione si avvicina, ma il nostro viaggio alla scoperta delle realtà che ci consentono di rivivere il periodo più antico della Città di Monza è appena cominciato…
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