Migranti di via Asiago, il prefetto: “Situazione sotto controllo, basta polemiche”

23 luglio 2016 | 20:48
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Migranti di via Asiago, il prefetto: “Situazione sotto controllo, basta polemiche”

La risposta del Prefetto di Monza Giovanna Vilasi alla lettera di protesta degli immigrati di via Asiago e ai residenti, “situazione sotto controllo, ma con regole”

Un centinaio di immigrati a cui la Prefettura di Monza e Brianza ha destinato degli alloggi in una palazzina in via Asiago a Monza, decisione in seguito alla quale i residenti italiani hanno protestato. I profughi, da parte loro, hanno scritto una lettera al Prefetto di Monza e alla cittadinanza, per spiegare chi sono e quali diritti gli siano stati negati.

Il Prefetto Giovanna Vilasi, che con il gestore dell’ospitalità garantisce di “aver preso tutti i provvedimenti del caso, in una situazione assolutamente sotto controllo e non problematica”, ha risposto loro di aver fatto quanto in suo potere, aggiungendo quanto allo stesso tempo “sia necessario imporre dei limiti e delle regole alle richieste dei nuovi residenti”.
Tra gli immigrati a cui sono stati affidati gli appartamenti nella palazzina in questione, vi sono giovani e famiglia, di dieci nazionalità diverse. “Abbiamo raggiunto l’Italia correndo mille pericoli la Libia – scrivono i migranti – Più di una volta abbiamo provato a chiedere case più dignitose ma questo ci è stato negato. Abbiamo chiesto di poter andare a scuola, alcuni di noi avevano bisogno di cure sanitarie, ma ci è sempre stato negato tutto”. Poi la lettera prosegue “Ci siamo rivolti anche direttamente alla prefettura, ci è stato risposto che abbiamo diritto solo a vitto e alloggio, cure mediche ed altro sono solo un privilegio. Tutte le volte che qualcuno di noi ha provato a reclamare i suoi diritti è stato minacciato”.

La situazione, alla luce delle proteste sia dei migranti che dei residenti, viene descritta dalla Prefettura totalmente differente
“Il nostro dovere è garantire agli immigrati dignità umana, vitto e alloggio – dichiara all’Ansa il Prefetto Giovanna Vilasi – ed assicurarsi che i soldi dello Stato siano doverosamente dal gestore. Le cure mediche sono assicurate, non assecondando il libero accesso ai farmaci, ma vigilando sulle loro condizioni di salute facendoli accompagnare dal medico per avere farmaci al bisogno”. Le proteste degli immigrati inoltre, hanno riguardato anche la mancata presenza di wi-fi e biciclette “è giusto che comprendano che questi due servizi non siano un bene di prima necessità – prosegue il Prefetto – che effettivamente non siano un diritto. Dopodichè se le associazioni che li seguono trovano il modo di assolvere le loro richieste, è un altro conto. Non c’è da fare nessuna polemica, ma capire che esistano limiti e regole da rispettare.

Lo stesso vale quando abbiamo necessità di spostare alcuni di loro in altre sedi, per dare l’appartamento a nuovi arrivati”. La situazione nella palazzina, secondo la Prefettura, resta tranquilla e sotto controllo “sono brave persone, ma per tranquillizzare i residenti italiani abbiamo disposto un custode ventiquattro ore al giorno e il gestore ha aggiunto anche un servizio di vigilanza”.