Pedemontana, completati i carotaggi misura-diossina: ora si aspettano le risposte

4 luglio 2016 | 21:59
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Pedemontana, completati i carotaggi misura-diossina: ora si aspettano le risposte

Le analisi finali stabiliranno se sia necessaria una bonifica prima di procedere con il cantiere di Pedemontana.

Insieme a giugno sono finiti anche i carotaggi nei comuni che quarant’anni fa furono colpiti dalla nube tossica di diossina sprigionatasi dalla fabbrica Icmesa di Meda. La fase di analisi chimica dei campioni è già iniziata: gli esiti stabiliranno se sarà necessario bonificare il terreno, o se i lavori per la costruzione dell’autostrada Pedemontana, che comporterebbe la movimentazione di 4 milioni di metri cubi di terreno, potranno continuare.

Secondo il rapporto finale del geologo Gianni Del Pero, prescelto per l’incarico di verificare il lavoro dei tecnici di Pedemontana dai comuni di Barlassina, Seveso, Cesano Maderno, Bovisio Masciago e Desio, le operazioni si sono svolte rispettando le tempistiche e le norme di sicurezza previste.

Se qualche prima indiscrezione sembrava confermare la presenza di Tcdd nel terreno, ora sarà necessario aspettare i risultati finali, dati da Strabag e poi confermati da Arpa, per avere una risposta definitiva.

Intanto, qualche primo dato già c’è: «Le analisi condotte sui campioni prelevati entro il 31 maggio sono già state effettuate dal laboratorio scelto da Strabag e gli esiti trasmessi ad Arpa, che li ha validati con le analisi di sua pertinenza – dichiara Del Pero -. I comuni, mediante richiesta di accesso agli atti, potrebbero richiedere i referti disponibili, anche se i dati raccolti è previsto che siano presentati e commentati all’interno di uno specifico report tecnico finale inviato a tutti gli enti coinvolti nel procedimento all’interno di apposito Sit (sistema informativo territoriale, ndr), così da permettere la ricostruzione di mappe di distribuzione delle eventuali condizioni di esubero riconosciute, con modelli di distribuzione dei contaminanti identificati, così da consentire il successivo sviluppo della progettazione volta a gestire le criticità riconosciute».