Profughi, in via Asiago 8 a Monza sono i residenti a sentirsi ospiti

19 luglio 2016 | 11:37
Share0
Profughi, in via Asiago 8 a Monza sono i residenti a sentirsi ospiti

Nello stabile al confine con Cinisello vivono 12 famiglie famiglie di italiani e 126 stranieri. Monta la protesta: “Convivenza impossibile”.

Fra gli inquilini c’è chi ha persino deciso (temporaneamente) di tornare a dormire a casa dei genitori. Nell’edificio color pastello di via Asiago 8/d a Monza, dotato di tutti i confort delle costruzioni moderne di classe A, dai panelli solari alle vasche per la raccolta dell’acqua piovana, i residenti sono arrabbiati con la Prefettura.

Fra novembre e dicembre dello scorso anno, 13 appartamenti di 70 metri quadrati invenduti sono stati utilizzati per alloggiare (o stipare, come dicono i residenti) 126 profughi. E da allora, lamentano, “la vita è diventata impossibile”. L’edificio, in totale una quarantina di alloggi, è al confine con Cinisello Balsamo,  stretto fra la tangenziale Nord e l’ultimo tratto della trafficatissima via Borgazzi, ma comunque dotato di un ampio giardino con alberi e di box sotterranei. Insomma, è un bel posto, verde e tranquillo. Ci vivono 12 famiglie, per lo più giovani coppie con figli piccoli, per un totale di 34 persone.

Lo squilibrio fra residenti e profughi e fin troppo evidente e sta creando più di un malumore. “Stiamo pagando mutui salatissimi – hanno spiegato i residenti -, ma grazie alla scelta della Prefettura l’immobile si sta deprezzando velocemente. Questa gente bivacca tutto il giorno in giardino, la sera fa casino a fino a tardi, sporca le parti comuni e come se non bastasse ogni tanto fa anche a botte. Noi siamo una trentina di persone, loro quasi 130”. La convivenza è diventata impossibile.

I residenti raccontano di una ragazza che qualche settimana fa è tornata in Puglia dai genitori perché non ce la faceva più, lasciando qua il marito. La goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza è stato quando un via vai strano di sospetti spacciatori e qualche prostituta. “Il guardiano incaricato dalla cooperativa che ha vinto il bando per l’accoglienza – hanno aggiunto i residenti -, lascia infatti aperto il cancello d’ingresso perché gli stranieri non hanno chiavi. Abbiamo più volte telefonato alla polizia e una volta i vigili sono venuti sul posto, ma le cose non migliorano”.

La protesta dei condomini di via Asiago è stata raccolta dalla sezione cittadina della Lega Nord. Federico Arena, il segretario, si sta muovendo con l’onorevole Paolo Grimoldi per un interrogazione al ministero degli Interni. “E’ evidente – ha commentato – che qui si tratta solo di business. Alloggiare 126 stranieri in un edificio di nuova costruzione dove vivono solo 12 famiglie italiane non ha niente a che vedere con l’integrazione”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo del Carroccio in Consiglio regionale, che punta il dito contro il Prefetto. “Che lasci per qualche giorno la villa di rappresentanza messa a disposizione dal Comune e venga a stare qua per qualche giorno – conclude Romeo -. Ci sono responsabilità del costruttore, della cooperativa che gestisce l’accoglienza, ma sopratutto della Prefettura che consente una situazione così”.