Velostazione di piazza Castello: gratis, sicura, ma i pendolari la snobbano

Il deposito bici inaugurato la scorsa settimana per ridurre i furti è mezzo vuoto. Il consigliere Piffer: “Il Comune non deve bisbigliare le sue iniziative”.
Forse è solo un problema di comunicazione. Forse i pendolari che ogni giorno si recano in stazione in bici non sanno che da quasi una settimana l’amministrazione comunale ha inaugurato la nuova “velostazione”. Forse è solo un problema di aspettare che la gente si abitui. Fatto sta che a distanza di quasi una settimana dalla sua inaugurazione, la nuova velostazione di piazza Castello è vuota.
Le bici legate fuori sono il doppio, se non il triplo, di quelle posteggiate all’interno. Esempio: ieri mattina, 6 luglio, all’interno della struttura c’erano 16 bici, fuori circa cento, alcune delle quali propri davanti all’ingresso della velostazione.
La questione è stata sollevata sulla pagina Sei di Monza se… da alcuni utenti e da Paolo Piffer, consigliere comunale della lista civica, Primavera Monza, realmente stupiti che la struttura sia vuota. “Fatemi capire – commenta Piffer -, cosa non convince? Perché la nuova velostazione è mezza vuota e fuori è pieno di biciclette legate ai pali. Il parcheggio è gratuito, basta avere la tessera sanitaria, e più sicuro (luce e videosorveglianza). Se poi vi piace il rischio allora è un altro discorso”.
L’apertura della velostazione risale a venerdì scorso. Quindi, sei giorni non sono sufficienti per tirare le somme. Tuttavia, fra molti pendolari sta prendendo corpo l’idea che l’inaugurazione della struttura sia passata un po’ troppo sotto silenzio. “Il Comune non annuncia le iniziative, le bisbiglia – prosegue Piffer -. Bisogna stare attenti e non svalutare progetti anche di pregio che magari sono costate migliaia di euro”.
Nel dettaglio, la nuova velostazione, accessibile gratuitamente da tutti i monzesi con la Carta dei servizi, dotata di 84 posti video sorvegliati giorno e notte, è costata 174 mila euro.
I pendolari, nei vari commenti postati su Fb, hanno poi messo l’accento su un dettaglio che per quanto piccolo può risultare decisivo. “Ma perché l’hanno chiamata velo – stazione – sottolineano -? Non sarebbe stato più intuitivo chiamarla deposito bici?”. Il ragionamento ci ha convinto e d’ora innanzi noi di MBnews la chiameremo così, anche se a quanto pare sotto il profilo tecnico, visto che la struttura dovrebbe ospitare in futuro anche un servizio di ciclo officina e di punzonatura, sarebbe più corretto chiamarla velostazione.
L’assessore alla Mobilità, Paolo Confalonieri, smorza i toni. “La campagna di comunicazione l’abbiamo fatta ed è stata anche capillare – ha spiegato -. Credo serva solo un po’ di tempo affinché le persone si abituino alle novità. Oggi ci sono 10 bici, domani 20 e dopo domani 30…”. Per un primo bilancio, appuntamento fra un mese”.
Nel frattempo, visto che sono giunte segnalazioni riguardo il cattivo funzionamento della Carta dei servizi necessaria per entrare nella velostazione l’assessore ha replicato “Credo dipenda dal fatto che gli elenchi non sono stati ancora aggiornati. Alcuni nuovi residenti non sono stati ancora inseriti”.