Laura e Joyce hanno detto “sì”. Da ieri in Brianza c’è un’unione civile

30 agosto 2016 | 12:34
Share0
Laura e Joyce hanno detto “sì”. Da ieri in Brianza c’è un’unione civile

A un mese esatto dall’entrata in vigore del decreto attuativo provvisorio della cosiddetta Legge Cirinnà la provincia MB ha fatto registrare le prime “nozze arcobaleno”.

A un mese esatto dall’entrata in vigore del decreto attuativo provvisorio della cosiddetta Legge Cirinnà la provincia di Monza e della Brianza ha fatto registrare ieri 29 agosto le prime “nozze arcobaleno”, l’unione civile tra due persone dello stesso sesso, in questo caso femminile.  L’evento si è tenuto nella Sala Giunta del Municipio di Lissone, celebrato dal sindaco Concettina Monguzzi davanti a parenti e amici delle due donne: Laura Parapetti, 31 anni, nativa di Carate Brianza ma residente a Seregno, e Joyce Helena Diniz De Oliveira, 28 anni, brasiliana dello Stato di Minas Gerais.-unione-civile-monguzzi3Due i collegamenti via Skype dal Brasile: uno con la madre di Joyce e l’altro col fratello di Laura, titolare del chiringuito situato su una spiaggia di Rio de Janeiro dove le due ragazze si sono conosciute oltre un anno e mezzo fa. Le protagoniste di questa giornata memorabile per Lissone non hanno però concesso ai fotoreporter di riprendere i loro volti. Qualche minuto dopo le ore 13 Monguzzi, prima dei rituali di Legge, ha voluto dire due parole di commento riguardo a quanto stava succedendo: “È un momento storico. Joyce e Laura, davanti a voi ci sono i vostri amici e parenti, ma nell’aria si sente tutto il dibattito parlamentare, la soddisfazione di tutte le persone che hanno creduto in questa Legge per le unioni civili e anche delle persone che hanno portato un contributo nella discussione. È davvero un momento importante. Ora vi devo leggere i due commi degli articoli di Legge, le cui parole sono state scelte perché potessero andare bene per la maggioranza degli italiani e perché potessero essere capite. ‘Con la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall’unione civile deriva l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione. Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune; a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato’. Fate attenzione alle parole ‘obbligo reciproco’: significa che dovete assistervi e aiutarvi in qualunque cosa, sia materiale che morale, coabitando come già fate. Si parla di famiglia quando si sta insieme per uno scopo, un obiettivo comune, che è, appunto, la vita familiare”. unione-civile-lissonei-parapetti-diniz-de-oliveira-mb

Quindi è arrivato il momento dei fatidici “sì, lo voglio” alla domanda “vuoi tu costituire un’unione civile?”. Anche se il rito civile non lo contempla le due ragazze hanno voluto scambiarsi le fedi. Joyce ha detto a Laura in italiano e faticando a trattenere la commozione: “Io voglio iniziare la vita con te, creare una nostra famiglia… Ti amo tantissimo”. E Laura l’ha seguita in portoghese: “Io non vedo l’ora di cominciare. Sono tanto felice”.Il sindaco ha regalato alla coppia da parte di tutta l’Amministrazione comunale un libro con dedica contenente una poesia intitolata “Cucire” e ha commentato: “Il matrimonio è fatto di cose piccolissime, la vostra unione civile anche. L’ago è capace di realizzare capolavori di ordito e anche di ricucire. Così dovrà essere la vostra vita assieme”. unione-civile-lissone-parapetti-diniz-de-oliveira-bacio-mbMonguzzi ha poi fatto un dono personale alla coppia, due pietre: “Le ho prese quest’estate al mare sapendo che al ritorno avrei unito civilmente due donne. Ogni sasso racconta la sua storia, nessun sasso è uguale all’altro. Anche a voi tocca scoprire tutto dell’altra e scoprirlo a fondo. Buona vita”. All’uscita le due ragazze sono state accolte dal tradizionale, nei matrimoni, lancio del riso. Le prime “nozze arcobaleno” targate MB non sono state fissate lo scorso giugno in un Comune di residenza o di nascita di uno dei “nubendi” perché gli unici italiani, Seregno e Carate, non erano preparati per l’evenienza. A Carate hanno però indirizzato Laura e Joyce a Lissone, dove il segretario comunale aveva già avviato le procedure in attesa dell’approvazione del decreto attuativo provvisorio della Legge Cirinnà.