Gli ambientalisti vogliono fermare il concerto di Ligabue

Il comitato per il Parco tema danni al prato come in occasione del Gods of Metal di giugno e chiedono al Comune di votare i concerti nel polmone verde
In attesa di Ligabue, sono gli ambientalisti brianzoli a tenere la scena. Mancano dieci giorni alla data del concerto del rocker emiliano per il quale sono previsti circa 100 mila fans e gli esponenti del comitato per il Parco hanno dato nuovamente fiato alla loro battaglia contro i concerti nel Parco nel Parco di Monza. Così come avevano annunciato la scorsa estate, hanno prima di tutto presentato un esposto alla Procura di Monza e poi hanno deciso di chiamare in causa la giunta municipale e i suoi criteri di gestione del polmone verde.
“Siamo consapevoli che il concerto si farà – spiega Bianca Montrasio (in foto) presidente del comitato -. Siamo però altrettanto convinti che la Gerascia non sia il luogo adatto per questo tipo di eventi. Per questo chiediamo alla giunta di toglierla dalla concessione a Sias, che per altro ne prevede un utilizzo legato solo all’ambito motoristico”. Il prato della Gerascia si trova all’interno del perimetro dell’Autodromo. Secondo gli ambientalisti non si tratta di una normale area verde, ma di un prato storico che necessita di cure ed attenzioni particolari. Solo per rimediare ai danni causati dal Gods of Metal dello scorso giugno, sostengono, serviranno almeno cinque anni.
L’obiettivo del comitato è dunque chiaro: fermare i concerti nel Parco e stralciare la Gerascia dalla concessione Sias, la società cui l’amministrazione comunale ha affidato l’Autodromo. “Serve creare una nuova sensibilità – spiega il legale del comitato, Roberto D’Achille -. Nell’esposto abbiamo ipotizzato violazioni del codice penale e del codice di tutela dei beni culturali. La Gerascia è parte integrante del complesso composto da Parco e Villa, si tratta di un bene storico che a sua volte rientra sotto il Parco della Valle del Lambro”.