Ambientalisti: “Pedemontana da completare per forza? No!”

Assurdo voler portare a termine Pedemontana solo per evitare di pagare le penali. Anche perché mancano i progetti esecutivi per le ultime tratte e, soprattutto, i soldi.
Assurdo voler portare a termine la realizzazione di Pedemontana solo per evitare di pagare le penali. Gli ambientalisti di Insieme in rete protestano contro le dichiarazioni lasciate dalla società autostrada Pedemontana lombarda e dalle Concessioni autostrade lombarde solo settimana scorsa, durante un incontro nella sede della Provincia di Monza e Brianza (leggi qui): «Si tratta di un’argomentazione che omette il fatto che delle tratte B2, C e D non esiste nemmeno un progetto esecutivo – scrivono in un comunicato diffuso alla stampa -, ragion per cui qualsiasi penale sarebbe sicuramente rapportabile allo stato dell’iter, e quindi di gran lunga inferiore ai costi totali previsti per la realizzazione delle parti mancanti dell’autostrada. Invece di ripetere il solito mantra dell’autostrada “che si deve fare tutta”, andrebbe esplicitato che il project financing con cui molti si son riempiti la bocca è ormai un pallido ricordo e un totale fallimento per la mancanza del capitale privato».
Insieme in rete critica inoltre la mancanza cronica di uno sguardo d’insieme: all’incontro di mercoledì 5 ottobre erano presenti solo i sindaci della tratta B2, non a caso rimasti del tutto insoddisfatti. «Non è mai presa in considerazione l’idea di fare un punto della situazione con tutti i sindaci – denunciano gli ambientalisti -, compresi quelle delle tratte già in esercizio, laddove il territorio è stato letteralmente massacrato e dove i soldi residui dovrebbero servire a risarcire i danni piuttosto che ad avviare altrove inutili cantieri». Pedemontana, infatti, chiede alle amministrazioni di anticipare le spese per le opere di viabilità locale e intercomunale, per le quali mancano le risorse. Si appella dunque a un altro intervento pubblico, anziché fallire e “pagare le conseguenze dei danni che hanno contribuito a realizzare”, come si auspicherebbe Insieme in rete. «È un’istanza che va nella direzione di buttare denaro pubblico nella voragine – scrivono gli ambientalisti – in aggiunta alla quota dell’aiuto di Stato della defiscalizzazione, la cui legittimità è sotto esame della Commissione Europea per la concorrenza».
I portavoce dell’associazione hanno inoltre aspramente criticato il silenzio di Pedemontana sul bilancio ambientale e sulla questione diossina per la tratta B2 (gli esiti dei carotaggi eseguiti a giugno si fanno attendere ormai da mesi): come se fossero “spettri da non evocare”, quando invece rivestono un ruolo fondamentale per il territorio e per chi lo abita. «A questo punto la decenza imporrebbe di prendere atto della disastrosa situazione in cui ci troviamo, rinunciando al completamento di questa inutile e dispendiosa infrastruttura e aprendo un confronto sul potenziamento del ferro e della viabilità esistente – concludono -. È nelle facoltà del governo riprendere in mano il progetto complessivo dell’opera e stralciarla in modo definitivo da quelle previste dalla legge obiettivo per dare vita a qualcosa di più sensato e attento ai bisogni reali del territorio».