
L’incontro in Provincia con Di Pietro ha confermato le grosse difficoltà economiche del progetto. Le amministrazioni hanno dovuto sospendere Pgt e piani viabilistici
Pedemontana si farà, anche perché arrivati a questo punto costerebbe di più disfare il progetto che completarlo. L’incontro svoltosi mercoledì pomeriggio in Provincia fra il presidente della Provincia, Gigi Ponti, i sindaci della tratta B2 direttamente interessati dal progetto (Lebtate, Cesano Maderno, Seveso e Meda, il presidente di Società Pedemontana Antonio di Pietro e i vertici di Cal, Concessioni autostradali lombarde, ha confermato tutto ciò che di negativo si sapeva già sulla superstrada: i soldi sono finiti, è in grave ritardo, la percorrono in pochi e sta creando parecchi problemi alle amministrazioni comunali della zona.
In altre parole, l’opera è bloccata e il cantiere potrebbe riprendere solo a determinate condizioni. “Un giorno dopo la decisione del governo di autorizzare la detestazione e un giorno dopo la garanzia da parte di regione Lombardia di coprire la differenza d’incassi legata al minor traffico – ha spiegato Di Pietro -. L’opera ripartirà”. Per ora i numeri dicono che il piano economico finanziario dell’opera attualmente in vigore, approvato dal Cpe, prevedeva l’entrata in esercizio della tratta B1 fino a Lomazzo il 30 aprile 2015 e della tratta B2 il 1 luglio 2017: ad oggi, mentre la B1 è stata inaugurata nel novembre 2015, non si conosce una data plausibile per la realizzazione della B2.
“Ringrazio il Presidente di Pietro per avere voluto partecipare a questo incontro – ha detto il Presidente Gigi Ponti al termine della riunione – Un incontro che conferma quanto la modalità di realizzazione di Pedemontana in Brianza sia oggi un ‘cantiere nel cantiere’, considerando le tante incertezze che ancora pendono sull’opera. La concessionaria, tuttavia, ha voluto sottolineare che ciò che non è in discussione è la progettualità complessiva, che riguarda l’intera tratta originariamente approvata dal Cipe”.
Scontento, per non dire vera e propria arrabbiatura, da parte dei sindaci presenti. Lo stallo di Pedemontana e il cantiere hanno provocato il blocco di buona parte della vita amministrativa delle città: piano di governo del territorio, piani viabilistici, interventi di riqualificazione. Tutto è fermo in attesa di capire i futuro della superstrada che avrete dovuto risolvere i problemi di traffico a Nord di Milano.