Monza dichiara nuova guerra ai furbetti dei pass disabili

5 dicembre 2016 | 07:45
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Monza dichiara nuova guerra ai furbetti dei pass disabili

Ben 8 i guidatori fermati finora e tutti hanno inventato storie incredibili pure di giustificare la loro condotta. Ecco i casi, ma in cosa incorre chi fa il furbo…

Più che un malcostume, un vero e proprio gesto di inciviltà. Giro di vite nei controlli per chi utilizza in modo improprio il pass dei disabili. La Polizia Locale di Monza non abbassa la guardia e nel 2016 ha intensificato le operazioni atte a scoraggiare i “furbetti”.

Gli automobilisti che ne hanno fatto un uso irregolare, se ne sono inventate di ogni. Chi è stato sorpreso con il tagliandino in auto ma senza il regolare titolare a bordo, chi ha esibito un permesso contraffatto, e chi invece ne utilizzava uno riconducibile a una persona deceduta da tempo.  A questo propositivo nel settembre scorso, durante un normale controllo da parte degli agenti nel Parco, è stato fermato un 75enne che sul cruscotto della propria auto esibiva quello appartenuto alla moglie ormai defunta. Ai vigili aveva dichiarato: “Lo conservo per ricordo”. Scena simile a febbraio, quando in via Martiri della Libertà, un 47 enne è stato sorpreso in divieto di sosta con il pass di una donna deceduta l’anno prima. L’uomo, all’apparenza in buona salute, aveva insospettito gli agenti che lo hanno fermato chiedendogli di mostrare documenti e il pass all’interno dell’auto.  In un primo momento si è rifiutato di rispondere alle richieste dei vigili ma, dopo diversi solleciti, ha poi fornito la documentazione. L’uomo ha spiegato che il pass dei disabili apparteneva all’anziana madre gravemente malata: spiegazione che non ha convinto gli agenti. Dopo una serie di indagini telematiche la polizia ha poi scoperto che il tagliandino apparteneva ad una donna deceduta nel 2015 (forse la compagna).

Nell’anno in corso al comando di via Marsala si registrano 14 pass utilizzati in modo improprio.  A lasciare senza parole, però, è il quantitativo di sanzioni emesse per sosta non autorizzata: ben 500. Le persone denunciate per tagliandi falsi dal 2015 ad oggi sono, invece, 8. “I controlli sono indispenasibili poichè atti a tutelare i veri invalidi – spiegano dal comando – Continueremo a vigiliare sui loro diritti”.

Insomma una condotta inaccettabile, e chi non la riterrebbe così? Ma oltre alla condanna morale, il soggetto che circola in zona vietata esponendo il contrassegno di autorizzazione rilasciato a persona disabile che non si trova in quel momento a bordo del veicolo, dovrà mettere in conto anche un altro tipo di censura. La Cassazione con sentenza 10203/2011 ha così stabilito: “Integra il delitto di cui all’art. 494 c.p. il conducente del veicolo che circoli, in contrasto con il codice della strada, in zona vietata qualora esponga il contrassegno di autorizzazione rilasciato a persona disabile che non si trovi sul veicolo, in quanto, in tal caso, egli simula la qualità di titolare o di guidatore autorizzato anche al trasporto occasionale del titolare”. Il reato ravvisato dalla Corte nell’esempio appena citato è quello di sostituzione di persona, ovvero, la falsa attribuzione della qualità di persona autorizzata a circolare in luogo altrimenti vietato.