Tagli ai bus: protesta. “Ma i sindaci non hanno contribuito”.

8 gennaio 2017 | 17:02
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Tagli ai bus: protesta. “Ma i sindaci non hanno contribuito”.

Momenti di tensione tra i 60 manifestanti e i politici. La provincia si difende scaricando sui sindaci. #foto #video

Giù le mani dalla z225 e dalla 227. È questo il motto dei quasi 60 manifestanti che questa mattina, domenica 8 gennaio, si sono dati appuntamento di fronte alla sede della Provincia di Monza.

Una mobilitazione nata su Facebook, ma che ben presto è diventata una reale opportunità di creare una rete attiva di cittadini indignati dai tagli al trasporto brianteo. A protestare contro l’imminente soppressione delle linee dei bus, liberi cittadini, studenti e associazioni provenienti da Muggiò, Nova Milanese, Lissone e Desio.

Tutti uniti da un unico obiettivo: manifestare il proprio dissenso e cercare di avere un confronto con l’ente provinciale. E l’occasione di stamattina era ghiotta: proprio oggi, infatti, in via Grigna sono andate in scena le elezioni per il consiglio provinciale. Quindi la Provincia era a completa disposizione del malcontento cittadino.

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Non sono mancati i momenti di tensione tra manifestanti, consiglieri comunali chiamati al voto e addirittura con la polizia provinciale a presidio del palazzo.

Scontri muso a muso tra guardie e cittadini – per fortuna sedati senza violenza – e vaffa volanti, scambiati reciprocamente tra il corteo e gli uomini politici in entrata e in uscita dall’ente, hanno fatto da contraltare ad un’atmosfera di protesta vera, a tratti rumorosa, ma mai violenta.

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Dopo circa un’ora di sfottò corali e di ritmici al grido di “Vergogna! Vergogna!” indirizzati verso i politici che entravano e uscivano dal palazzo di via Grigna per votare, il presidente Gigi Ponti ha accolto nel suo ufficio una delegazione di tre cittadini per un confronto.

“È stato un colloquio lungo e dettagliato – ha raccontato Luca Padrin, presidente dell’Associazione Taccona -. Le rassicurazioni, come i fondi per le linee dei bus, non ci sono. L’unica cosa certa ad oggi è che dal primo febbraio, se non verranno presi provvedimenti, la z225 e la z227 non esisteranno più. L’accordo è che ci terremo in contatto con l’ente e che parteciperemo, nei prossimi giorni, a una riunione con i tecnici che hanno deciso i tagli e cercheremo una soluzione.”

Ma dal confronto con il presidente Ponti emergono nuovi dettagli circa la responsabilità sulla questione dei sindaci di Monza e Brianza: “Il presidente ci ha raccontato che è stato richiesto ai 55 sindaci briantei di contribuire al finanziamento, e quindi al salvataggio, delle linee dei bus. La risposta di tutti i 55 primi cittadini è stata negativa. A questo punto di chi sono le responsabilità?”

Intanto il tempo stringe e febbraio è alle porte. E anche se ormai tra i cittadini tutto parrebbe far pensare al peggio, la raccolta firme dei volontari di Nova, Muggiò e Lissone e dei comuni delle stesse città continua incessantemente, nella speranza che questa non sia l’ultima fermata per migliaia e migliaia di cittadini.

“Do tutta la mia solidarietà ai cittadini – ha dichiarato ai nostri microfoni Rosario Adamo, vice-presidente del consiglio comunale di Monza – . Non devono essere loro a pagare le conseguenze di alcune scelte. Così si toglie la libertà di mobilità e il diritto al lavoro e all’istruzione a migliaia di persone”.

Inoltre, Adamo specifica che porterà la voce degli 8 mila pendolari appiedati in Regione, al consiglio regionale del 13 gennaio, e fino in Campidoglio, dove il 19 di gennaio si terrà il consiglio nazionale dell’Associazione nazionale comuni italiani (ANCI).