Pgt Monza, i Comitati attaccano il Comune

19 gennaio 2017 | 11:42
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Pgt Monza, i Comitati attaccano il Comune

L’incontro all’Urban Center di Monza è stato incentrato sulle osservazioni presentate in Comune.

“Questa amministrazione comunale rigetta le osservazioni dei cittadini ed accoglie quelle di immobiliaristi ed imprenditori”. In un incontro pubblico all’Urban Center di Monza, non usano mezze misure i rappresentanti del Coordinamento di Comitati e associazioni, che nel luglio 2015 hanno redatto il “Libro bianco”, un “dossier” di 55 pagine  con gli interventi urbanistici ed edilizi che hanno cambiato, stanno cambiando e cambieranno la fisionomia del capoluogo brianzolo.

Sotto accusa in particolare l’assessore comunale all’Urbanistica, Claudio Colombo, che, nel corso del Consiglio comunale di lunedì 16 gennaio, avrebbe cassato le osservazioni al Pgt (Piano di governo del territorio, Nrd) presentate da ben 13 Comitati di cittadini. “Mentre ha detto sì, ad esempio, alla richiesta dell’Esselunga – afferma Paola Sacconi, referente del Comitato S.Albino – che vuole rendere più grande una struttura di vendita originariamente prevista di piccole dimensioni”.

Se non è muro contro muro tra Comune di Monza e il Coordinamento delle associazioni e dei comitati di cittadini di Monza, poco ci manca. E, così, l’incontro all’Urban Center di Monza è stato incentrato sulle 84 osservazioni presentate in Comune “con l’obiettivo – si legge in una lettera aperta ai Consiglieri comunali e alla cittadinanza – di fermare l’ingiustificato consumo di suolo, tuttora in corso”.

incontro-urban-center-mb (Copia)Se lo “zero consumo di suolo” è la linea guida dell’azione dei Comitati, sono 9 le richieste più puntuali che vengono segnalate. Dal ridurre la quantità di edificazione residenziale degli Ambiti di Trasformazione (AT) dal 90 al 50 per cento all’eliminazione del legame edificatorio tra alcune aree (7 Ambiti funzionali alle trasformazioni – Aft), tra le quali la Cascinazza, per impedire che zone agricole generino volumetrie. Dalla tutela delle aree libere da edificazioni fino ad una particolare attenzione per il Parco di Monza con l’esplicita demolizione delle curve sopraelevate che, a dire dei Comitati, “rompono l’unità paesaggistica ed ostacolano la fruizione pubblica di 60 ettari”.

Il punto di partenza dei Comitati sembra essere l’inutilità di nuova edilizia residenziale in una città che ha una popolazione stabile di circa 120mila abitanti da più di 30 anni. “Questa amministrazione dal 2012 al 2016 ha approvato ben 18 Piani attuativi (PA), di cui 12 su aree libere, che scaricheranno in futuro più di 300.000 metri cubi di nuova residenza in città – affermano  i cittadini – se poi consideriamo anche i 440mila metri cubi residenziali, autorizzati con titoli edilizi diretti dal 1/1/2008 al 31/12/2014, si capisce che il fabbisogno di nuova residenza in Città è già abbondantemente coperto”.

Tra le tematiche principali c’è il polmone verde di Monza. La necessità di una particolare attenzione pianificatoria, è stato l’oggetto dell’intervento di Bianca Montrasio, referente del Comitato Parco. Che, tra le altre cose, ha parlato anche dei grandi eventi, svolti e da svolgere nel Parco. “Non esiste un’idea di futuro per quest’area – afferma – viene considerato una sorta di luna park da riempire con iniziative di qualsiasi tipo”. Come la messa del Papa, in programma il prossimo 25 marzo. Su questo la Montrasio ha chiarito la posizione del Comitato Parco.

L’incontro all’Urban Center è stato anche l’occasione per ricostruire storicamente le vicende legate alla gestione urbanistica di Monza. “Una storia che incomincia con il Piano regolatore del 1971, che prevedeva lo sviluppo demografico della città fino a 300mila abitante – spiega Giorgio Majoli, esponente di Legambiente e referente del Coordinamento – per poi passare nel 1993 al Piano Benevolo, cioè il Parco di cintura urbana, che cancellava ben 3 milioni di metri cubi di cemento ed aveva una filosofia di sviluppo della città ed arrivare al Documento di piano del PGT 2007, scaduto nel 2012”. L’ultima tappa, ancora completamente da scrivere, è il nuovo Pgt, approvato il 7 luglio 2016 e attualmente in discussione in Consiglio comunale. Come spiega lo stesso Majoli.

All’Urban Center sono intervenuti anche Oriano Durante per il Comitato San Donato, Billy De Luca per il Comitato San Carlo, Paolo Fumagalli per il Comitato Messa Giordani e Maurizio Bertinelli per il Comitato Bastacemento. C’è spazio anche per Vito, un abitante del quartiere San Carlo, che contro la (ex) centrale Enel di via Galvani a Monza ha raccolto oltre 100 firme di cittadini. “Siamo pronti a durante-mb (Copia)disdire i nostri contratti con l’Enel – annuncia – se, come ci aveva promesso l’assessore Colombo, la centrale, fonte di rumore ed inquinamento, non sarà spostata o non saranno messe in atto serie azioni di mitigazione”. In molti dei componenti dei Comitati è evidente il disagio verso un’amministrazione di centro-sinistra, che sembra aver deluso le loro aspettative in tema ambientale ed urbanistico. “La maggior parte di noi ha votato per far vincere Scanagatti” afferma chiaramente la Sacconi.

L’insoddisfazione, comunque, non sembra avere connotati politici. “Il nostro discorso è sui temi e prescinde dagli schieramenti politici del nostro interlocutore istituzionale” chiarisce Fumagalli. La volontà di dialogare con il Comune, comunque, non è ancora venuta meno. Almeno nelle parole dei presenti all’Urban Center. Il fronte ambientalista sembra molto determinato. Non solo a livello locale. Nell’incontro, infatti, è stata promossa anche la campagna europea “Salvailsuolo”. Del resto in un mondo in cui il globale e il locale si fondono, per affermare le proprie idee giocare su più tavoli.