
Il Parlamento Europeo interviene per limitare gli effetti del cambiamento climatico, attraverso la promozione di un fisco più "verde". L’assemblea ha infatti approvato un testo che prevede una revisione del sistema comunitario di scambio delle emissioni (ETS) e l’utilizzo di appositi strumenti di mercato volti a promuovere la tutela ambientale. Partendo dal principio del "chi inquina paga" i deputati sostengono l’internalizzazione dei costi ambientali nei prodotti e nei servizi. Fra le misure da prendere: innalzare le tasse del settore dei trasporti e differenziarle in funzione dell’emissione di CO2, rivedere l’Eurobollo, detassare il lavoro, consentire crediti fiscali e la riduzione dell’IVA per i prodotti ecologici e adottare norme per tassare i rifiuti. Il principio "chi inquina paga" è, per i deputati, uno dei pilastri della politica ambientale, poiché consente di includere nel prezzo di un prodotto il costo dell’eliminazione dell’inquinamento e l’indennizzo dei danni causati col processo produttivo. La prevenzione risulta essere infatti meno costosa di qualsiasi ripristino e indennizzo.