Protesta dei lavoratori Solarday e MXGroup davanti Montecitorio

Sono partiti nella notte con tre pullman e hanno raggiunto Roma nella mattinata. 150 i lavoratori e lavoratrici Solarday di Mezzago e della MXGroup di Villasanta che, insieme alle RSU della Fim Cisl Monza e Brianza, sono giunti nella capitale per manifestare la loro sofferenza davanti alla sede di Montecitorio.
Sono partiti nella notte con tre pullman e hanno raggiunto Roma nella mattinata. 150 i lavoratori e lavoratrici Solarday di Mezzago e della MXGroup di Villasanta che, insieme alle RSU della Fim Cisl Monza e Brianza, sono giunti nella capitale per manifestare la loro sofferenza davanti alla sede di Montecitorio.
«Solarday SpA è un’azienda italiana specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici ad elevata efficienza che però, a fronte delle difficoltà e delle incertezze del settore, oggi è posta in liquidazione» questa la situazione enunciata attraverso una nota stampa. «MX Group Spa, nonostante si sia aggiudicata l’incarico in esclusiva come EPC contractor per la realizzazione dell’impianto che dovrà realizzare in Serbia il più grande parco solare del mondo, soffre delle incertezze e dei continui cambiamenti delle normative sul settore che creano difficoltà sugli investimenti».
Obiettivo della manifestazione: evidenziare le problematiche che stanno attraversando e sostenere le richieste che avanza la Fim Cisl sul tema delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. «La FIM CISL chiede una conferenza nazionale sul futuro energetico del Paese. Chiede inoltre al Governo Monti di assumere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica quali settori strategici per lo sviluppo dell’industria, dell’innovazione e dell’autonomia energetica del nostro Paese. Per fare ciò è necessario definire risorse certe e crescenti nel tempo, semplificare le procedure che gravano sui costi delle autorizzazioni, emanare norme energetiche per le costruzioni e gli edifici pubblici e privati (anticipando al 2013 le prescrizioni europee già previste per il 2018), riversare nell’efficienza energetica e nelle rinnovabili, tutte le risorse generate dal ciclo economico degli investimenti privati negli stessi settori e definire una selezione di tecnologie italiane da incentivare con maggiori risorse».
Questo, a detta del sindacato, è il momento delle grandi scelte strategiche con il riposizionamento delle grandi aziende e la crescita di nuovi soggetti industriali per un diverso assetto strutturale della produzione dell’energia che diventa diffusa e distribuita su tutto il territorio con la valorizzazione delle risorse del territorio.
Dopo la mobilitazione di questa mattina, la FIM CISL definirà le ulteriori iniziative tese a modificare le scelte del Governo centrale e a dare certezze al futuro energetico del Paese.