Cesano, il ninfeo di Palazzo Arese. Giochi d’acqua barocchi

Per fuggire al caldo cittadino di queste giornate di fine estate, cosa è meglio di… un condizionatore dite? Un tuffo in piscina? Una granita? Nossignori, niente di tutto questo. Quello che ci vorrebbe è… un bel ninfeo!
Per fuggire al caldo cittadino di queste giornate di fine estate, cosa è meglio di… un condizionatore dite? Un tuffo in piscina? Una granita? Nossignori, niente di tutto questo. Quello che ci vorrebbe è… un bel ninfeo! Abbiamo già raccontato delle meravigliose pitture che si svelano di fronte agli occhi di coloro che varcano l’ingresso del seicentesco Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno. Ma non avevamo ancora raccontato dell’ambiente più eccentrico e particolare, il ninfeo appunto.
Il termine, anticamente riferito a un edificio sacro dedicato alle ninfe situato in prossimità di fontane o sorgenti d’acqua, designa, nelle ville rinascimentali e barocche, quegli ambienti caratterizzati da fontane, grotte e anche giochi d’acqua, che dovevano offrire ai proprietari un rifugio alla calura e agli ospiti un motivo di stupore.
Nel caso di Cesano, il ninfeo è costituito da tre stanze con cortiletto, completamente rivestite a mosaico di sassolini bianchi e neri che formano motivi geometrici e floreali, e decorate, in alcuni punti, con cornici in tufo che imitano la roccia delle grotte. Statue e pitture, solo in parte recuperate dai restauri, arricchivano il tutto.
In questo ninfeo possiamo immaginare il nobile Bartolomeo III Arese mentre studiava e leggeva i volumi della sua ricca biblioteca: privo dei giochi d’acqua visibili in altre celebri residenze – come villa Visconti a Lainate – questo ninfeo era usato come “stanza di frescura”, luogo di sintesi fra natura e cultura.
Le visite al palazzo si effettuano di domenica, e riprendono a settembre, dopo la pausa di agosto. Info: cultura.turismo@comune.cesano-maderno.mb.it.; tel. 0362 513550-428.
In fotografia, l’interno del palazzo.