“Osservatorio sul credito”: Banche e imprese alla ricerca del sistema

29 marzo 2013 | 00:00
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“Osservatorio sul credito”: Banche e imprese alla ricerca del sistema

«Il credito è un bene comune che deve essere gestito assieme, banche e imprese, e con responsabilità» – ha chiosato Alessio Barbazza, presidente della “Piccola Industria” di Confindustria Monza e Brianza.

«Il credito è un bene comune che deve essere gestito assieme, banche e imprese, e con responsabilità» – ha chiosato Alessio Barbazza, presidente della “Piccola Industria” di Confindustria Monza e Brianza.

Non poteva esserci frase migliore per sintetizzare il clima che si è respirato alla seconda edizione dell’Osservatorio sul Credito, un’indagine fatta dalla Confindustria locale insieme ad Apa Confartigianato e a Confapi su un campione di 491 impresedella provincia, e validata dal Criet (centro di ricerca interuniversitario in economia del territorio dell’Università Bicocca).

Potrebbe stupire, visto che una della maggiori lamentele delle imprese è il negato accesso al credito, ma il voto che hanno dato gli imprenditori sui servizi al credito offerti dalle banche è che su oltre 30 banche, 13 sono state promosse e ben oltre la sufficienza. Ma non solo: dall’analisi delle risposte emerge che ben il 69% degli intervistati considera l’offerta complessiva delle banche con cui collabora quotidianamente in grado di rispondere alle proprie esigenze. Il più elevato livello di soddisfazione è stato riscontrato dai servizi di credito ordinario (sono ben il 70% i rispondenti che assegnano un voto compreso fra 3 e 5); seguono il credito speciale con il 61% di voti più che sufficienti (oltre 11% delle aziende attribuisce un punteggio pari a 5) e i servizi a supporto dei processi di internazionalizzazione, valutati positivamente dal 56% degli imprenditori.

E quindi? Nel convegno che si è svolto ieri all’Acquaworld di Concorezzo emerge che il risultato più importante, che il rapporto tra imprese e banche deve raggiungere in una crisi ormai strutturale del sistema, è quello di un maggiore dialogo. «Il credito che eroghiamo sono i risparmi – ha aggiunto Fabrizio Pascazio, responsabile segmento imprese Intesa San Paolo – Se però le aziende vanno male, non solo non ci saranno più fondi da erogare, ma anche le banche falliranno. Siamo quindi sulla stessa barca: il credito, per questo oggi più che mai, deve essere erogato in modo selettivo perché ci sono meno disponibilità di un tempo».

Una delle criticità maggiori è però emersa circa la questione della concessione al credito per l’internazionalizzazione. « Pur a fronte di un giudizio che mediamente si attesta o supera il 3 (positivo), va sottolineato e attentamente considerato il 2,8 con cui è giudicato complessivamente il supporto all’internazionalizzazione «siamo sotto il dato medio del 3 e rileviamo lo scontento proprio là dove le imprese hanno necessità di strutturarsi e investire per intercettare i mercati – afferma il vicepresidente di Confindustria Monza e Brianza, Alessio Barbazza –. Le previsioni danno il commercio mondiale in espansione del 2,1% per quest’anno e del 5,4% nel 2014 i paesi BRIC sono già riparti, in Italia invece non si spezza la spirale della domanda in arretramento, le immatricolazioni di auto sono scese dell’8,2% a gennaio su dicembre e gli ordini interni per il primo bimestre sono ulteriormente scesi. Occorre sostenere con risorse adeguate il nostro export, al momento unica prospettiva economica aperta».

La ricerca però non ha dato solo un voto (il rating questa volta lo hanno dato le imprese alle banche e non, come accade di solito, viceversa), ma ha messo in luce attraverso una autovalutazione dei clienti il loro rapporto con le banche, con qualche piccola sorpresa. Se lo strumento maggiormente utilizzato risulta essere il bilancio, presentato dall’82,5% del campione rispondente, seguito dal documento di sintesi (24%) e dal business plan (17,5%) e se gli intervistati ritengono di essere trasparenti ed esaustivi nell’elaborare le informazioni contenute all’interno di tali documentiڄinfatti, l’85% – 89% delle imprese si attribuisce un punteggio pari o superiore a 4 con riferimento alla veridicità e alla completezza dei dati presentati al sistema bancario, una quota minima ha ammesso il contrario.
Un rapporto quindi tra banche e imprese che pur evidenziando un clima disteso, non c’è stato nessun voto di protesta, ha bisogno di fare qualche passo in avanti per migliorare, maturare e conoscere meglio le esigenze degli uni e degli altri. «Già questo incontro è un ottimo strumento di confronto – ha affermato Paolo Ferrario, segretario di Apa Confartigianato – Ci danno in maniera più chiara quali dati e strumenti hanno bisogno le banche per valutare le imprese per l’accesso al credito in modo tale che sia si possa fare sistema assieme, sia si possa raggiungere un modello più moderno e innovativo di “fare credito”».