In Consiglio la vicenda “Montalbano”: tutto regolare ma resta la polemica

12 luglio 2013 | 16:40
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In Consiglio la vicenda “Montalbano”: tutto regolare ma resta la polemica

Ha fatto tutto in modo regolare, ma è stato comunque travolto dalla polemica. Ancora ieri in consiglio comunale si è discusso in merito all’assunzione a tempo indeterminato come assistente sociale della figlia dell’assessore al Personale Rosario Montalbano, Ilaria.

Ha fatto tutto in modo regolare, ma è stato comunque travolto dalla polemica. Ancora ieri in consiglio comunale si è discusso in merito all’assunzione a tempo indeterminato come assistente sociale della figlia dell’assessore al Personale Rosario Montalbano, Ilaria. La vicenda, balzata agli onori della cronaca qualche giorno fa, torna a far capolino nel palazzo comunale di Piazza Trento e Trieste.

«Mi sono stati attribuiti poteri che io non ho – ha spiegato l’assessore Montalbano rivolgendosi al consigliere del Pdl Martina Sassoli – All’assessore non competono grandi libertà nei processi di assunzione.Il fabbisogno del personale è materia delegata ai dirigenti e non all’assessore competente, così come lo stabilire le figure che servono. Le carte poi parlano chiaro: la procedura è regolare e mia figlia è stata assunta perchè le due persone presenti in graduatoria prima di lei hanno volontariamente rinunciato. Quando Ilaria ha ricevuto la chiamata dal Comune ho chiesto al sindaco tramite una lettera di rimettere la mia delega. Richiesta, questa, che lui ha rifiutato in quanto tutto trasparente e regolare».

Le parole di Rosario Montalbano giungono così in risposta a quel bisogno di chiarezza avanzato pochi istanti prima dal consigliere Sassoli: «Sono profondamente in imbarazzo a sollevare questa questione – ha detto -. Non è un intervento contro una persona valutata idonea e dentro una graduatoria dal 2008, si tratta piuttosto di una riflessione non sulla illegitiimità bensì di opportunità politica. Ci vantiamo di politica virtuosa e poi ci troviamo in queste situazioni: chiedo lumi all’assessore Montalbano e al sindaco Roberto Scanagatti».

I fatti – La vicenda ha inizio nel 2008 quando Ilaria Montalbano prende parte a un concorso indetto dal comune di Monza per un posto di assistente sociale a tempo indeterminato. Non ottiene il posto e si piazza al 13esimo posto della graduatoriache è stata approvata da una determina dirigenziale a dicembre 2008. Sempre a dicembre, ma del 2012, grazie al decreto di Mario Monti meglio noto come “Milleproroghe”, la graduatoria che doveva scadere resta in vigore sono a giugno 2013.

Il 20 dicembre 2012 l’attuale giunta guidata da Roberto Scanagatticon la Delibera n. 769 del 20 dicembre 2012 modifica la programmazione triennale del fabbisogno di personale 2012-2014. Sono così previste sei assunzioni dall’esterno di Specialisti Assistenti Sociali, categoria D1, a tempo pieno e indeterminato. Due di queste sei posizioni sono state coperte con mobilità volontaria da altre amministrazioni, due sono state coperte tramite acquisizione dall’esterno attingendo dall’unica graduatoria vigente del concorso. Contattate, le candidate numero 11 e 12 hanno rinunciato formalmente all’assunzione, la 13esima idonea, Ilaria Montalbano, ha accettato prendendo servizio dal 2 aprile 2013, la 14esima e la 15esima hanno entrambe rifiutato, la 16 viene assunta cominciando il lavoro il 2 maggio 2013. Le restanti due posizioni saranno ricoperte con il concorso pubblico in corso di espletamento.

A sostenere la tesi della sua compagna di partito è il consigliere Domenico Riga «Trovo a dir poco evidente, da un punto di vista politico ed etico, la figuraccia fatta dalla Giunta Scanagatti su questa questione. Avrebbero potuto prima di questa legittima assunzione rigirare la delega al Personale ad un altro assessore per togliere dall’imbarazzo Rosario Montalbano. – spiega il Pidiellino – Si dimetta da assessore e dimostri quella dignità e coerenza che ha sempre dimostrato e che lo contraddistingue essere persona per bene, in fondo non ha certamente commesso nessun reato ma ha sicuramente tradito il leitmotiv del codice etico, che è stato fortemente voluto portando un ampio dibattito all’interno dell’aula consiliare».