Ornago: a casa 4 educatrici del “Nido dei Ranocchi”. Cgil all’attacco

E’ scontro fra la Cgil e il sindaco di Ornago Maurizia Erba, dopo che l’amministrazione ha deciso di dare in gestione l’asilo “nido dei Ranocchi” ad un’altra coperativa, senza far assumere le quattro dipendenti attualmente in forza
Destino segnato per quattro dipendenti della cooperativa che attualmente gestisce “Il nido dei Ranocchi” di Ornago. Il comune ha deciso di non rinnovare più il contratto della coop perchè giudicato troppo oneroso, affidandolo ad un’altra cooperativa con costi ridotti che non assumerà però le lavoratrici che da qualche anno lavorano al nido di via Masih.
“Abbiamo incontrato l’amministrazione la scorsa settimana ma non ha cambiato di una virgola le sue decisioni – afferma Luisa Perego, sindacalista della Funzione Pubblica Cgil – quattro lavoratrici verranno lasciate a casa dal comune per ragioni di risparmio: alla nuova cooperativa i prezzi saranno ridotti per l’ente comunale anche grazie al contratto che sarà applicato a chi subentrerà al lavoro, meno remunerativo rispetto al precedente”.
Dopo l’incontro infruttuoso con l’amministrazione, la Cgil ha deciso di indire lunedì prossimo nella sede monzese una conferenza stampa in cui si parlerà del nido di Ornago.
“Il 31 luglio scade il bando e ne abbiamo fatto uno nuovo con cifre inferiori rispetto a quelle attuali – afferma il sindaco di Ornago Maurzia Erba – In questi anni abbiamo avuto una spesa annuale di poco superiore ai 50mila euro per coprire le spese e aiutare le famiglie in difficoltà: una cifra non più sostenibile dalla casse comunali, rispetto ai 10 bambini presenti nella struttura, che ci ha portato ad indire questo bando a cui la cooperativa per cui ora lavorano le 4 dipendenti non ha voluto partecipare. Ci spiace per queste persone, ma dobbiamo fare il nostro lavoro, pensando ai conti della città”.
Il primo cittadino, ha voluto inoltre ribadire che non ci sarà nessun aumento delle tariffe del nido e verranno mantenute le agevolazioni già presenti per le famiglie più bisognose.