Giussano, “il cambiamento è necessario”. Intervista a Luigi Stagno [#elezionitourmb]

8 maggio 2014 | 10:11
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Giussano, “il cambiamento è necessario”. Intervista a Luigi Stagno [#elezionitourmb]

Intervista a Luigi Stagno, candidato sindaco Movimento 5 Stelle a Giussano.

Giovane, alla prima esperienza politica e con tanta voglia di cambiare le sorti di Giussano. Questo, in pillole, l’identikit di Luigi Stagno, 38 anni, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle nella città di Giussano. Consulente fiscale e contabile, ha deciso di «contribuire a un cambiamento che è evidentemente necessario».

Luigi, spiega in un tweet cos’è la politica

La politica è semplicemente “governare il territorio”, solo ed esclusivamente per l’interesse collettivo e generale.

Qual è (se c’è) il personaggio (anche non politico) a cui ti ispiri?

Senza dubbio Sandro Pertini, sia come Presidente della Repubblica, ruolo svolto con imparzialità e nell’interesse esclusivo della patria sia come partigiano.

Chi è stato il primo sindaco di Giussano?

Cesare Sartirana 1863- 1868

Hai cercato su internet o lo sapevi?

Ovviamente sul sito del Comune…

Tre aggettivi per Giussano

Infaticabile (ci sono ancora molti storici commercianti ed artigiani che resistono nonostante questi lunghi anni di crisi economica), Grigia (la verde Giussano, in cui sono nato e cresciuto, è solo un ricordo), Campanilista (da sempre tra le varie frazioni c’è una sana rivalità).

Qual è la cosa più brutta (che non va, che non funziona, che funziona male) di Giussano?

Il centro storico, è stato modificato negli anni senza avere un progetto di insieme ma solo con interventi spezzettati, alcuni progetti sono stati portati avanti ma poi si sono tramutati in niente, ritengo grave che mai la popolazione è stata chiamata per partecipare e condividere il rilancio del centro storico, cosa che noi porteremo avanti perché solo con la condivisione e la partecipazione si può creare coesione sociale.

Faresti il sindaco gratis?

Si, ma ad oggi non ho la disponibilità economica per farlo. Comunque ritengo che il lavoro deve essere sempre retribuito, equamente e in funzione dei risultati. Più avanti capirete meglio.

Anziché spiegarci perché dovrebbero votare per la tua lista, spiega perché i giussanesi non dovrebbero votare per gli altri candidati.

Il risultato delle precedenti amministrazioni è sotto gli occhi di tutti. È il momento di cambiare pagina.

Da domani sei sindaco. Cosa fai, nell’immediato?

Dimezzamento delle indennità del Sindaco, Vice Sindaco e Assessori. Certo non risolleverà le sorti delle finanze comunali, ma quel risparmio sarà destinato specificatamente all’istituzione di un Fondo per il Prestito d’onore sociale rivolto ai cittadini in stato di necessità temporanea.

Per Giussano sembra terminata la “grana” ospedale. Soddisfatto dell’esito e di come è stata gestita la vicenda?

In qualità di Presidente del Comitato per la salvaguardia del Borella fondato a Novembre 2013 mi sento direttamente chiamato in causa. Abbiamo depositato una petizione con 1.500 firme a dicembre 2013 in Regione Lombardia e all’Azienda Ospedaliera di Vimercate. Ad oggi nessuno si è ancora degnato di rispondere direttamente. Noi abbiamo fatto presente, a chi ha il potere politico, dei bisogni e delle necessità dei cittadini che vivono sul territorio. Dispiace che, nonostante questo, si sta portando avanti un progetto che nessuno vuole. Speriamo almeno che venga portato a termine e che non rimanga solo una promessa pre-elettorale.

Qual è stato l’errore più grande dell’attuale amministrazione di Giussano?

Spendere € 1.000.000, di euro dei soldi dei cittadini di Giussano per rifare alcune rotonde. In un contesto storico del genere bisognava dare assolutamente, e senza ombra di dubbio, priorità e precedenza ad altri interventi di carattere sociale (scuole, anziani, associazioni, sostegno alle produzioni locali, ecc.). Consideri che a Giussano non c’è un teatro, un cinema, un palazzetto polivalente dove organizzare eventi.

Quale, invece, il merito maggiore?

A detta di alcuni il paese è pulito, certamente bisogna prenderne atto, ma la spesa non è indifferente.