Artisti in Brianza. Alberto Moioli incontra Silvia Brambilla

Succede a volte di incontrare persone che hanno la capacità di trasmettere sin dal primo sguardo un senso di straordinaria positività e tranquillità. Come diceva Paulo Coelho a questo mondo “nulla accade per caso”.
Succede a volte di incontrare persone che hanno la capacità di trasmettere sin dal primo sguardo un senso di straordinaria positività e tranquillità, molto probabilmente aveva ragione il noto scrittore Paulo Coelho nell’affermare che a questo mondo “nulla accade per caso”.
Questo è quanto ho percepito nell’incontrare per la prima volta l’artista Silvia Brambilla nella sede di MB News, l’assonanza tra l’armonia creativa e il carattere dell’autrice mi ha dimostrato ancora una volta la forza evocativa dell’opera d’arte come vero e proprio “specchio dell’anima”.
Silvia si occupa ufficialmente d’arte dal 2003 ma il suo interesse in tal senso ha orgini molto più distanti, la nascita del figlio, il senso di liberazione verso la pittura e la voglia di scoprire cosa stava emergendo dentro sé l’ha portata a seguire il suo cuore, iscrivendosi a diversi corsi di pittura fino alla determinante collaborazione in uno studio d’artista a Milano. E’ qui che inizia a formarsi uno spessore d’esperienza che rappresenta la base solida sulla quale Silvia riesce a elaborare le proprie emozioni portando in superficie opere particolarmente raffinate con uno stile tutto suo, riconoscibile e coerente. L’esperienza milanese termina con una tela usata regalata, che Silvia fa’ sua pensando che un giorno forse potrebbe utilizzare, ed è proprio da qui che la carriera dell’artista prende l’avvio per non fermarsi mai più.
Appare subito dopo l’esperenza nel laboratorio d’arte di Milano il corso di modellazione dell’argilla e l’estensione alla tecnica Raku dove trova un enorme stimolo creativo che eleva ancor più il suo senso d’appartenenza al mondo artistico sposando la filosofia che anima questa affasciante mezzo espressivo.
Emerge “l’intreccio” come segno distintivo delle sue opere, un elegante alternarsi di curve e spazi che donano a ogni sua opera ritmo e armonia, un segno distintivo che rende le sue creazioni uniche nel loro genere e riuscendo come per magia a mantenere saldo il fil rouge che collega le opere pittoriche più recenti alle sculture di Raku.
Silvia si ritrova dunque nella condizione ideale per avviare un percorso sempre più strutturato e articolato grazie alle fondamenta sulle quali ha costruito negli anni il suo percorso artistico.
L’intreccio come elemento simbolico di grande spessore intellettuale è declinato al ruolo di collettore tra la scultura e la pittura in ambito riflessivo e meditativo in linea con l’originaria filosofia raku.
E’ stato molto importante per me – confida l’artista – il momento in cui sono riuscita a crearmi un ambito riservato dove potevo fare raku per conto mio. E’ molto bella la condivisione all’inizio ma poi diventa un momento molto riservato perché le variabili in campo sono davvero molte ed è un’esperienza importante poterla vivere appieno considerando lo schok termico, il vento, il clima, l’aria, l’umore …
Oggi, grazie anche al riscontro avuto nelle recenti esposizioni, Silvia si occupa principalmente di pittura.
“ … nel 2009 ho esposto a Monza in una mostra personale che mi ha donato importanti gratificazioni, qui hovoluto mostrare per la prima volta il percorso con l’argilla dedicato agli intrecci. Avevo intitolato la mostra “emergenze” perché vedevo qualcosa che in effetti emergeva dalle superfici piatte delle ciotole e sculture che avevo creato. E’ proprio in questo momento che è nato in me il desiderio di trasferire questa esperienza espressiva sulla tela. “
E’ nata così l’opera “oltre l’abitudine” (2011) che segna inesorabilmente il confine, il cambiamento di rotta, l’avvio di un percorso d’intrecci che idealmente riesce a portare avanti parallelamente sia l’espressione pittorica che quella raku.
Oggi nello studio delle opere di Silvia Brambilla tutto concorre a trasmettere un senso di poesia e armonia con un’attenzione strordinaria alla cura di ogni minimo particolare, dalla scelta tonale a quella del titolo che spesso offre in anteprima la chiave di lettura dell’opera.
Un ringraziamento molto particolare vorrei farlo al direttore Matteo Speziali e alla redazione di MBNews per aver creato l’occasione di questo incontro “artistico” e per aver dimostrato ancora una volta particolare attenzione alle eccellenze artistiche del nostro territorio, una sensibilità culturale non comune.