Nova celebra il premio Bugatti-Segantini. Pozzati: “La pittura è intelligenza”

La premiazione e l’inaugurazione delle mostre si è svolta il 28 giugno presso Villa Brivio. Il sindaco: «Edizione sorprendente. Colpisce sia la qualità dei contenuti che l’allestimento significativo».
La pioggia non ha scoraggiato gli amanti dell’arte: alle 18.30 di sabato 28 giugno la saletta di Villa Brivio dedicata al Premio Bugatti-Segantini era gremita. «L’edizione di quest’anno è interessante e sorprendente – ha preannunciato il sindaco Rosaria Longoni, mentre si attendeva Concetto Pozzati, a cui andava il Premio alla Carriera, rimasto bloccato nel traffico milanese -. Un’edizione che colpisce sia per la qualità dei contenuti che per l’allestimento significativo ed autentico – ha continuato il primo cittadino di Nova Milanese -. Siamo infatti andati ad occupare luoghi diversi della città: Villa Brivio, Villa Vertua, e la scuola di via Roma, sede della Libera Accademia di Pittura dedicata a Vittorio Viviani».
La crisi economica non è certo propizia alla cultura: per questo è fondamentale ogni manifestazione che si occupi di tenere in vita l’arte, soprattutto nel caso di un evento a rilevanza internazionale. «Riteniamo che il Premio Bugatti-Segantini sia ormai una caratteristica del nostro territorio – ha rivendicato il sindaco novese -. Il momento è difficile, ma per fortuna ci sono tante persone che amano l’arte: con questa edizione, possiamo dire di essere davvero diventati internazionali». «Un premio ha senso quando diventa un momento di aggregazione – conferma Franco Marrocco, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Brera -. Ogni occasione è valida per imparare qualcosa: me lo ha insegnato anni fa il Maestro Pozzati, e, come insegnante, non posso che confermarlo».
Pozzati compirà 90 anni a dicembre 2015: «Ma ogni volta che comincio un nuovo ciclo di pittura torno ad essere giovane e inesperto – dice sorridendo, spiegando il suo modo di procedere -: Mi concentro esclusivamente su una tematica, e su quella continuo a produrre e dipingere, fino a quando un’opera non si trova a ricalcare la precedente. Questo di solito non dura più di un anno e mezzo: al termine del ciclo, ricomincio da capo, con una nuova idea e un nuovo tema. Così passo dall’essere giovane all’essere vecchio (su un argomento, ndr), e poi posso ricominciare da capo».
Con grande umiltà: «La pittura è intelligenza – prosegue l’artista -, noi proviamo ad essere più intelligenti di lei, ma non ce la facciamo: lei ha alle sue spalle secoli di storia, noi, al massimo, una 50ina d’anni di lavoro -. E conclude -: Mi interessano tutte le cose: la mia possibilità è tentare di riscoprire ancora cose che debbano ancora essere giudicate».
Oltre a Cornice Cieca di Pozzati, fino al 13 luglio sarà possibile visitare le mostre The Space In-Between Us, Building Bridges Art Foundation, Proyecto mARTadero, e Bice Bugatti Club: un’occasione per conoscere anche alcuni artisti internazionali e sudamericani.