Al Manzoni Cyrano De Bergerac, ovvero la potenza della libertà e della poesia

Grande emozione allo spettacolo Cyrano de Bergerac messo in scena al Manzoni fino a domenica 30 dal Teatro degli Incamminati. Il testo poetico di Rostand magistralmente interpretato da Andrea Zavatteri.
La Libertà. Questo è il vero grande amore di Cyrano e prepotentemente emerge nella splendida interpretazione del protagonista della storia d’amore di Edmond Rostand da parte di Andrea Zavatteri, attore proveniente dal Teatro Stabile di Genova di grande bravura e potenza. La libertà di amare pur sotto altre spoglie e pur con un aspetto deforme e odioso a se stesso, la libertà di combattere, di scegliere di non avere un protettore un potente che lo accoglie ma nella finzione di una vita opaca e corrotta.
La libertà e la poesia. Nello spettacolo “Cyrano de Bergerac”, in scena al Teatro Manzoni di Monza fino a domenica prossima, 30 novembre, non solo la forza della voglia di libertà emerge da una scena volutamente essenziale e sempre uguale ma anche la forza di una poesia immortale e unica. Chi di voi non conosce il lungo monologo di Cyrano sotto il balcone di Rossana, quando lui nascosto tra le siepi finge che a parlare sia il bel Cristiano? Chi di voi non ama la descrizione del bacio che ne fa Cyrano?
La bellezza di questo testo e di questa interpretazione è racchiusa in quel monologo d’amore, nel quale forse oggi pochi si ritroveranno – perlomeno nell’eloquio – ma che resta sempre valido per tutti e in tutte le epoche. Per questo il Cyrano resta ancora un’opera che deve essere apprezzata a teatro, malgrado siano stati girati famosi film che ad essa sono ispirati.
Ma a teatro l’amore per la poesia, per la parola, per la libertà rimane prepotentemente dentro lo spettatore che non può guardare e basta e non partecipare, fino alla tragica fine del cadetto di Guascogna.
La regia di MATTEO ALFONSO e CARLO SCIACCALUGA e la produzione di Gank, Teatro degli Incamminati è essenziale e nello stesso tempo carica di senso e pathos.
Il testo in versi non era facile da affrontare ma sia gli attori che i registi hanno accettato la sfida di affrontarlo con entusiasmo per proporre un teatro in fondo popolare, nel senso più alto del termine. L’unico teatro possibile, aggiungo io, quello che commuove e arricchisce chiunque.
Concludo con le parole del regista: «L’amore di Cyrano per la cugina Rossana è il motore di tutta la vicenda, sullo sfondo di una società perbenista ma corrotta fino al midollo, un mondo dove il potere fa gli occhi buoni ma ti pugnala alle spalle, dove i politici si atteggiano a irreprensibili censori ma nel privato si abbandonano a ogni vizio. La forte opposizione di Cyrano al sistema di potere ed apparenza in cui vive è quanto mai attuale ed è questa la chiave per raccontare al pubblico qualcosa che lo riguarda molto da vicino. Cyrano, segnato dall’ossessione per il proprio aspetto fisico, non combatte solo per l’amore di Rossana, ma anche contro la società in cui vive».
Informazioni e prenotazioni: www.teatromanzonimonza.it