Botta e risposta sui documenti in bella vista, addio privacy al comune di Monza?

Un mezzo container di documenti e fascicoli da mandare al macero giaceva assolutamente aperto e a disposizione di chiunque volesse sbirciare tra quelle carte in centro a Monza. Addio privacy…
Pile di fascicoli e carta in una sorta di container a cielo aperto a disposizione di tutti i passanti. Quelli che vedete in queste foto scattate da un solerte cittadino che ha preferito rimanere anonimo sono invece pile di documenti anagrafici, richieste di autorizzazioni, concessioni e simili che il Comune di Monza periodicamente manda nella carta da macero. Peccato che – a quanto ha raccontato Massimiliano Meloni, esponente cittadino de La Destra che a sua volta è stato contattato dall’ignaro cittadino – chiunque ieri mattina avrebbe potuto sbirciare il contenuto di quei documenti. Alla faccia della privacy.
«Questa mattina (martedì) mi ha chiamato un conoscente che passando in Piazza Trento e Trieste, ha notato in un mezzo container, aperto proprio davanti all’entrata laterale del Comune di Monza i documenti che gli uffici stanno smaltendo completamente incustoditi – ha spiegato Meloni – a quel punto io stesso ho voluto vederci chiaro e mi sono recato sul posto vedendo che quel cittadino era entrato nel container fingendo di consultare quei fascicoli e si è fatto una foto per testimoniare la evidente violazione della privacy dei monzesi». A quel punto qualcuno negli uffici comunali si è accorto di cosa stava accadendo e ha chiamato i vigili che si sono messi “a guardia del container”. «Sono arrivati dopo, ma sarebbe stato comunque troppo tardi – ha aggiunto Meloni – chiunque infatti avrebbe potuto leggere e magari prendere qualche documento da utilizzare indebitamente. Io credo che sia stata una delle leggerezze di questa amministrazione che comunque ogni volta che facciamo notare queste situazioni, risponde sempre molto vagamente».
LA REPLICA – Per il comune la situazione era invece sotto controllo: “Per capire di cosa si trattava sarebbe bastato al cittadino fare due passi in più e chiedere al personale del Comune. E’ stata una normale operazione di smaltimento di scarti di archivio, eseguita da una società incaricata che ha presidiato costantemente il mezzo. E’ possibile che durante le operazioni di carico del container, con gli operatori impegnati a recuperare altro materiale, qualcuno abbia approfittato per fare gli scatti in questione, francamente non si capisce bene a che scopo”.