Il Lumbard Grimoldi a capo del gruppo Interparlamentare “Amici di Putin”: è polemica

Nato l’intergruppo parlamentare (trasversale) “Amici di Putin”, al via le adesioni. Una notizia, quella pubblicata lo scorso 3 dicembre, che ha alimentato polemiche e anche critiche.
Nato l’intergruppo parlamentare (trasversale) “Amici di Putin”, al via le adesioni. Una notizia, quella pubblicata lo scorso 3 dicembre, che ha alimentato polemiche e anche critiche sulla rete e non solo. Il Gruppo, a cui capo è Paolo Grimoldi, onorevole della Lega Nord e brianzolo doc, si propone di “contribuire a pacificare i rapporti, diplomatici, politici ed economici” tra Italia e Cremlino, perché “le sanzioni e il recente stop al gasdotto South Stream stanno producendo danni incalcolabili alla nostra economia”. Secondo Grimoldi sarebbero tante le adesioni a destra e anche a sinistra. Insomma altra notizia curiosa se si pensa che la Russia non è proprio il Paese più democratico d’Europa, nonostante la fine della dittatura comunista. Lo scopo è comunque economico: salvare i paesi che si rifornivano di gas dalla Russia dal baratro e intanto portarsi qualche soldo a casa perché tanto qui ce n’è estremo bisogno.
Fin qui ovviamente le critiche non sono mancate ed è sulla rete in particolare sui social network che si sono scatenati i commenti: «In nome del dio denaro i parlamentari fanno qualsiasi cosa, anche allearsi con un dittatore…» e simili. Commenti che fondamentalmente mettono in evidenza la carenza di libertà fondamentali nel Paese del Cremlino. Ma sconcerta ancora più notare che Grimoldi, che in Russia c’è stato in delegazione insieme ai componenti del suo partito, continua a difendere la nuova russia libera, ricca, all’avanguardia. «Il Cremlino ha dato il via libera a un maxi-progetto per l’installazione della rete wi-fi gratuita su tutte le metropolitane di Mosca, ne beneficeranno 7 milioni di persone, ogni giorno. E poi c’è chi parla di regime e di limiti alla libertà d’espressione. La verità è che, oggi, accedere e scambiare informazioni è più facile in Russia che in Italia, grazie agli investimenti voluti proprio dal governo. La Russia è cambiata e basta venire qui e farsi un giro…».