Seregno, Tiziano Mariani torna in campo: è candidato sindaco

15 dicembre 2014 | 07:09
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Seregno, Tiziano Mariani torna in campo: è candidato sindaco

A Seregno candidato sindaco per ora è Tiziano Mariani. Il suo sogno? Ripulire la città dai politicanti e cominciare a rilanciare la cultura e il commercio.

Imprenditore con la vocazione della politica fin da giovane, dopo aver attraversato uscendone completamente assolto la bufera di Tangentopoli, ma senza mai aver abbandonato la passione per la propria città, Tiziano Mariani ha deciso di tornare in pista e di candidarsi come sindaco di Seregno per la lista civica Noi per Seregno. Gli abbiamo fatto alcune domande per capire quale potrebbe essere il futuro della città brianzola.

Mariani lei è un imprenditore molto impegnato in diversi settori, cosa la spinge oggi a rimettersi in politica?

Alla base della decisione che mi ha portato a “scedere in campo” c’è uno slancio di passione civica che desidero mettere a disposizione della mia città. Assistiamo, a causa della cattiva politica, a un sempre più marcato disinteressamento della gente a tutte le questioni che interessano la cosa pubblica nel momento in cui è richiesto un impegno personale. Poi però, di fronte agli scandali, al malaffare, scatta un coro di indignazione. Non basta. E’ il momento di reimpossessarci dell’amministrazione di Seregno secondo i principi del buon padre di famiglia. Occorre una svolta prima ancora che sulle persone, sul modo di pensare la politica locale: deve tornare ad essere un servizio, non un’occupazione lautamente remunerata.

Come è cambiata la politica cittadina seregnese negli ultimi vent’anni ovvero da quando lei ne è rimasto fuori?

E’ cambiato il mondo. Non ci sono più i vecchi partiti che, pur criticabili per la degenerazione della partitocrazia, avevano delle valide scuole di politica dentro le quali imparare e crescere. Oggi la politica vive di persone che la fanno per esclusivo interesse personale o da gente del tutto impreparata e priva anche delle più elementari basi di gestione. In questo contesto, i pochi che desiderano dare il loro contributo senza secondi fini sono letteralmente fagocitati dal sistema. Non so chi delle due categorie produce più danni, mentre provo pena per coloro che con abnegazione e onestà in questi anni sono stati relegati al ruolo di comprimari.

Di cosa ha bisogno davvero Seregno oggi?

Di gente onesta e competente, che non ha bisogno di fare politica per trovare una occupazione e uno stipendio, ma che decide di impegnarsi per il bene della città. Di persone che hanno idee e proposte per la gestione e l’amministrazione della cosa pubblica e che decidono di mettersi in gioco e di dedicare temporaneamente il loro impegno su questo fronte. Ecco, Noi per Seregno rappresenta questo spaccato: nasce dalla base e si apre a tutti, davvero tutti, coloro i quali si riconoscono in questa voglia di reazione civile.

Quali i problemi più grandi e impellenti da risolvere?

Nel complesso, riportare Seregno al livello di autorevolezza ed apprezzamento che ha sempre storicamente vantato fra tutte le città brianzole e che oggi la vede come una “nobile decaduta”. Nel particolare, a parte il discorso sempre attuale di tutelare il patrimonio Aeb-Gelsia non svendendolo attraverso fusioni frettolose e dannose per la città, occorreranno interventi mirati in tema di sicurezza, di tassazione locale a tutela del tessuto imprenditoriale artigiano e commerciale e delle famiglie, di rilancio della cultura attraverso la valorizzazione sussidiaria delle tante realtà associative presenti. E poi, a costo di ripetermi, basta con i privilegiati della “casta”: la politica è un impegno personale che uno decide di donare per un periodo limitato della sua vita, non un posto di lavoro cui ambire.

Chi entrerà nella sua squadra?

Solo persone motivate dallo spirito di impegno verso la città e soprattutto con idee e voglia di metterle in pratica ascoltando i cittadini. Ma alla fine la squadra sarà fatta dai cittadini stessi.

Chi non entrerà mai?

I politicanti che mirano a sistemarsi su una poltrona o a tutelare affari particolari. Ci sarà bisogno principalmente di gente che lavora e, a parte la legittimità o meno di certi interessi, a me i soliti noti paiono davvero poco propensi ad “abbassare la schiena” come si dice in Brianza. Rompere certi schemi e alcuni cerchi magici è essenziale. Ora o mai più!

Alleanze, perché con Carion? E poi con chi ancora?

Carion Giuliano, ora anche Luca Colombo, semplicemente perchè hanno condiviso lo spirito che vogliamo sia alla base dell’azione politica e diversi obiettivi che andranno a comporre il nostro programma. Noi per Seregno è e resterà aperta a tutti coloro che intendono condividere con noi questi principi e anzi faccio un appello a tutti affinchè si facciano avanti con proposte e disponibilità per lavorare insieme.

La sua lista è più di centro sinistra o di centro destra?

E’ una lista di cittadini. La politica partitica degli schieramenti non esiste più a livello nazionale, che senso avrebbe riproporla a Seregno? Noi per Seregno è una lista civica fatta da gente di buona volontà, onesta e desiderosa di contribuire all’amministrazione della cosa pubblica. Un marciapiede non è ne di sinistra ne di destra: quello che conta è che sia fatto bene.

Se dovesse vincere quale sarà il primo provvedimento da sindaco?

Come imprenditore non sono abituato a fare proclami e a vendere fumo. Esistono tante priorità di cui la città ha bisogno e occorrerrà principalmente aprire cassetti ed armadi per fare un inventario dello stato di fatto della situazione. Lavorare per una città come Seregno presuppone programmi, non annunci mirabilanti di interventi miracolistici nei primi cento giorni.

Se non dovesse vincere cosa farà?

Ne prenderò atto con una punta di amarezza. Per l’occasione mancata dalla città più che per me, che tornerò a tempo pieno ad occuparmi delle mie imprese. Ma sinceramente credo che la gente stia capendo che questo è un momento chiave e occorre davvero una svolta. Per questo sono intimamente convinto che i cittadini sapranno riappropriarsi della loro città.

Il suo sogno per Seregno e per l’Italia

Una svolta morale che piano piano sia capace di espellere i politicanti dalla gestione della cosa pubblica, sia a livello locale sia nel Paese. Ogni tipo di riscossa economica e sociale deve passare da questa rivoluzione pacifica.

In foto Tiziano Mariani a Brugherio con la figlia di Craxi