Arcore riqualificazione di via Grandi, l’assemblea pubblica finisce in gazzarra

Un’assemblea pubblica infuocata. A scaldare gli animi il piano di qualificazione dell’area tra via Gilera e via Grandi. In arrivo tre palazzine, caserma dei carabinieri e giardini urbani.
Insulti, toni accesissimi e accuse. Un’assemblea pubblica infuocata quella di giovedì sera 5 febbraio ad Arcore dove in discussione c’era la presentazione del piano di qualificazione di un’area della frazione di Bernate.
Il progetto presentato in dettaglio con slide e rendering dal responsabile Servizio Sviluppo del Territorio del comune di Arcore, Giorgio Favarato, prevede la riqualificazione di quella porzione di verde comprese tra le vie Grandi e Gilera. Si tratta di un programma integrato di intervento (PII) di interesse pubblico-privato. L’area interessata misura 16.500 metri quadrati ora divisi tra la proprietà privata e quella del Comune. Con l’operazione la giunta Colombo prevede la costruzione da parte del privato della caserma dei carabinieri (1000 metri quadrati), di un parco pubblico di 10milametri quadrati che resteranno di proprietà del comune e di tre palazzine di 4 piani di convenzionata per 5mila metri quadrati e per 60 alloggi circa. E su quest’ultimo punto, apriti cielo.
Tanti gli interventi, alcuni anche molto agitati per esprimere la propria contrarietà al progetto. Accuse forti rivolte: la prima fra tutte di non aver coinvolto i cittadini nel progetto “Quali scelte non condivise? Rosalba è mancata di sensibilità verso noi cittadini!!!” Ma queste accuse sono state prontamente respinte dal primo cittadino, Rosalba Colombo: “Il comitato di frazione era informato. Il comitato di quartiere non si sono fatti vivi ”.
“Il progetto può piacere o non piacere ma l’area aveva bisogno una riqualificazione – dichiara il sindaco – Quello che stiamo per realizzare renderà questa parte di Arcore, una zona di confine, più vivibile. Si tratta di una trasformazione importante per Bernate che porterà un parco pubblico urbano di 10mila metri quadri e una caserma dei carabinieri quale presidio prezioso sul territorio. Non mi si parli di sacrificio del verde, perchè quell’area oggi è una montagnola di terra che nessuno usa. Ribadisco che le scelte compiute da questa amministrazione sono fatte con una visione globale sulla città e sottolineo come parlare di cementificazione sia fuori luogo perchè in 3 anni e mezzo di governo non è stato cementificato un metro quadro e abbiamo un saldo positivo sull’implementazione del verde”.
Tanti sono i punti che non vanno giù al comitato di quartiere a cui si sono aggiunti anche dei cittadini di Arcore che non risiedono in quella zona, ma che hanno deciso di impugnare il microfono per dire la loro. Questi ultimi sono tutti a favore del verde e sono dell’idea di preservare uno degli ultimi “parchi selvatici rimasti in città”, così definisce l’area verde il comitato sulla pagina facebook “Salviamo il Parco Hiroo Onoda – L’ultimo giapponese“.
“Quello che voi volete realizzare sono dei giardinetti, non un vero parco come l’Aldo Moro di Agrate. Ai cittadini resterebbe solo un pezzettino di verde” sottolinea Ambrogio Teruzzi. Dubbi sulla parte economica del progetto sono stati espressi nel lungo intervento di Marco Canesi, che dati alla mano ha detto che per lui il progetto è troppo a vantaggio del privato che costruirà.
E poi c’è molto altro in discussione: la questione viabilità, già in sofferenza per la presenza del passaggio a livello, la carenza d’acqua in alcune zone del quartiere, la mancanza di parcheggi soprattutto nelle ore serali quando sono in piena attività il pub e ristorante della zona; la posizione dei giardinetti dove giocheranno i bambini, troppo vicini alla trafficata Statale. Tutti questi punti sollevati dal Comitato sono oggetto di sottoscrizione della petizione per dire no al progetto, che solo ieri ha già raggiunto le 487 firme protocollate in comune.
Sull’argomento si sono espresse anche le opposizioni “Nonostante il piano di edilizia economica popolare preveda il mantenimento di un’area verde al centro di un vasto insediamento residenziale la giunta Colombo vuole stravolgere questa impostazione, attraverso la realizzazione di tre edifici. L’area verde, in questo modo, sparirebbe. La necessità di una nuova Caserma dei Carabinieri, più volte addotta a giustificazione dell’iniziativa, non regge. Può infatti essere ubicata in un altro posto (la Giunta Rocchini l’aveva prevista nell’area ex Falck), oppure potrebbe essere collocata, previa ristrutturazione, nell’attuale caserma della Polizia Stradale, in procinto di essere trasferita dopo la revisione del governo Renzi” dichiarano i rappresentanti di Forza Italia.