Pgt Monza, l’assessore Colombo ai Comitati: “Non avete cercato il dialogo!”.

24 gennaio 2017 | 10:42
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Pgt Monza, l’assessore Colombo ai Comitati: “Non avete cercato il dialogo!”.

L’assessore comunale all’Urbanistica, Claudio Colombo, in un’intervista ad MBNews replica punto su punto alle accuse dei Comitati e della associazioni sul Pgt di Monza.

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. In fisica è la terza legge di Newton, un principio fondamentale della dinamica. Ma, spesso, vale anche per l’animo umano. E così, dopo l’incontro del 18 gennaio all’Urban center di Monza, in cui il Coordinamento di Comitati ed associazioni di cittadini hanno attaccato il Comune sul Pgt (leggi qui), l’assessore all’Urbanistica, Claudio Colombo, hadeciso di replicare a stretto giro. In quest’intervista ad MBNews risponde punto su punto alle accuse del Coordinamento. Che lo ha tirato in ballo direttamente su questioni come la variante sulla superficie di vendita, concessa da piazza Trento e Trieste all’Esselunga di viale Libertà. O, ancora, rotonda-viale-stucchi-viale-liberta-lavori--esselunga4-mbsull’ex Macello. Colombo affronta anche le spinose tematiche della Cascinazza e del Parco di Monza. Soprattutto respinge l’accusa principale che Comitati ed associazioni di cittadini rivolgono al Comune di Monza, l’eccessiva edificazione residenziale prevista nel Pgt. “Rispetto al Pgt del 2007 abbiamo dimezzato i metri cubi di nuova residenza in città da 1.400.000 a 700mila – afferma Colombo – abbiamo anche ridotto di circa nove/decimi il consumo di suolo ed è un dato riconosciuto dalla Regione Lombardia”. L’assessore coglie l’occasione addirittura per rilanciare la palla nel campo ‘avversario’. “Il Coordinamento non ha mai cercato il dialogo con il Comune sul Pgt e non sono stato nemmeno invitato all’incontro del 18 gennaio – afferma – le osservazioni da loro presentate sono in pratica uguali, parola per parola, agli emendamenti del Movimento 5 Stelle in Consiglio. A questo punto il confronto è nelle istituzioni, non con loro”.

Assessore Colombo, i Comitati e le associazioni lo scorso 18 gennaio, in un incontro all’Urban center, hanno accusato l’amministrazione Scanagatti di cassare le osservazioni dei cittadini al Pgt e di accettare quelle di imprenditori ed immobiliaristi. Lei cosa risponde?

Questa è una falsità. Le osservazioni al Pgt in totale sono state 847 e circa 650 sono state respinte. Di queste ultime la maggior parte sono di proprietari immobiliari, che chiedevano permessi per costruire o aumentare le volumetrie. In sede di Consiglio comunale, lunedì 16 gennaio, dovendo riassumere tante tematiche, semplicemente sono stato più rapido sulle osservazioni bocciate e più dettagliato su quelle da approvare.

Prima di bocciare le 84 osservazioni del Coordinamento di Comitati ed associazioni di cittadini, ha cercato di instaurare un dialogo?

Il Pgt è stato preceduto da un percorso partecipativo con assemblee, incontri con le Consulte di quartiere e con i tecnici estensori del piano. Non potevamo creare un canale privilegiato di dialogo con nessuno. Il problema è che il Coordinamento non ha mai cercato il confronto con il Comune. Non mi ha nemmeno invitato all’incontro del 18 gennaio all’Urban center. Nel caso avrei valutato se accettare, la mia presenza avrebbe potuto essere vista come provocatoria.

Alla fine del 2015, però, ad un altro incontro organizzato all’Urban center dal Coordinamento, lei si è presentato. Come andò?

Quella volta ho ascoltato tutto il dibattito in silenzio. Alla fine avrei voluto intervenire. Invece mi fu detto che la parola veniva dato solo ai cittadini e non ai politici. E’ stato impedito a me, rappresentante delle istituzioni, di dire la mia in un luogo che, tra l’altro, è del Comune.

I Comitati l’hanno anche accusata di aver puntato l’indice contro Giorgio Majoli (nella foto in basso, Ndr), rappresentante del Coordinamento, in quanto per anni dipendente del Comune di Monza, ora in pensione. Cosa ci dice a riguardo?

Mi sono limitato a sottolineare che Majoli, in quanto dirigente del settore Urbanistica è, in pratica, l’estensore del Pgt del 2007, oggetto di giorgio majoli circolo legambiente monza mb1accese contestazioni da parte dei Comitati e delle associazioni. Non ho mai attaccato Majoli in quanto ex dipendente del Comune di Monza.

Mettiamo da parte le polemiche ed affrontiamo le singole questioni. Tra i privati che il Comune di Monza avrebbe deciso di avvantaggiare c’è l’Esselunga di viale Libertà, a cui sarebbe consentito un aumento della superficie di vendita. In quali termini è la questione?

Esselunga ci ha fatto la richiesta di aumentare la superficie di vendita, ma all’interno dell’involucro esistente, quindi senza nuove costruzioni. Si è detta disposta in cambio a lasciare a verde i 14mila metri quadri alle spalle del punto di viale Libertà, dove era prevista la realizzazione di due torri. Mi meraviglio che proprio le associazioni ambientaliste si lamentino pure in questo caso.

I Comitati puntano al ‘consumo zero di suolo’. Non è d’accordo che lo sviluppo demografico di Monza, sostanzialmente fermo da 30 anni, non richieda nuova edilizia?

Rispetto al Pgt del 2007 abbiamo dimezzato i metri cubi di nuova residenza in città, passando da 1.400.000 a 700mila. Abbiamo anche ridotto di circa nove/decimi il consumo di suolo ed è un dato riconosciuto dalla Regione Lombardia. Quindi direi che ci stiamo muovendo nella direzione di aumentare il meno possibile la quantità di edificazione residenziale.

Tra i punti posti sul tavolo ci sono aree critiche come la Cascinazza. Quale futuro per questa zona?

Alla Cascinazza c’è uno spazio aperto vincolato ad estensione agricola. Nelle aree limitrofe, quelle dell’ex Fossati Lamperti e Tpm, è stato previsto per chi interviene la possibilità di acquisire un parco agricolo. Inoltre per la Cascina esistente si è stabilito che possa esserci il recupero con un 70% riservato ad attività agricola ed il 30% ad attività residenziale. Non è vero che si generano nuove volumetrie, anche alberi abbattutti alla cascinazza di monza1perché, per legge, non è possibile farlo in un’area agricola.

E sull’annosa questione del Macello, cosa replica ai Comitati?

Dovrebbe svilupparsi un’area scolastica con un polo formativo. Sono previste anche funzioni di carattere produttivo e commerciale consone alle attività scolastiche. C’è un bando di gara ed è in corso la scelta del progettista. I tempi si sono allungati rispetto al previsto soprattutto a causa delle disposizioni previste nel nuovo codice degli appalti pubblici.

Secondo il Coordinamento, l’amministrazione Scanagatti non ha un’idea di futuro sul Parco di Monza. Tra le osservazioni dei cittadini c’è anche l’eliminazione delle curve sopraelevate. Cosa pensa di fare il Comune?

Per la demolizione delle curve sopraelevate c’è un ostacolo economico, dovuto al costo dell’intervento, ma soprattutto c’è il parere vincolante della Soprintendenza che le ha dichiarate un bene storico. In generale, comunque, le osservazioni sul Parco esulano dal discorso sul Pgt. Esiste un Consorzio che gestisce quel bene pubblico. E, poi, devo dire che su questo tema le posizioni delle associazioni sono spesso minoritarie. Come nel caso della Messa del Papa, prevista nel Parco il prossimo 25 marzo. Un luogo scelto non a caso, proprio per il suo valore simbolico, da un Pontefice che ha anche scritto un’enciclica sull’ambiente.

Uno dei quartieri su cui i Comitati hanno posto di più la loro attenzione è Sant’Albino e le aree industriali inattuate di via Ercolano-Pompei. Come si sta muovendo il Comune?

Il Comitato di Sant’Albino è l’unico con cui nei mesi scorsi c’è stato un’interlocuzione, seppure conflittuale, con una serie di incontri. In quel quartiere la scelta del Comune è stata di non escludere insediamenti industriali. C’è l’Elesa, un’azienda già presente in zona, che ha manifestato l’interesse a piccoli ampliamenti. Si è anche impegnata ad utilizzare le risorse impiegate per la messa a dimora di alberi e per la realizzazione di una fascia verde. E’ anche grazie a questi compromessi, credo, che a Monza, a differenza di tante altre città, poche aziende hanno chiuso e deciso di andare via.

E sulle aree dismesse quale logica si segue nel Pgt?

Se sono di proprietà pubblica abbiamo ridotto l’elemento residenziale. Se di proprietà privata, il discorso è diverso. Ci deve essere naturalmente anche un ritorno economico. In generale, comunque, si cerca di limitare l’elemento residenziale. Che, comunque, deve essere monza-sopraelevate-mbinteso anche come attività di uffici o co-housing.

Ormai mancano pochi giorni all’approvazione del Pgt, prevista nella prima metà di febbraio. Si aspetta tentativi di contatto da parte dei Comitati in questi giorni? Nel caso sarebbe disposto ad aperture?

I tempi imposti dalla legge per l’approvazione sono molto ridotti. Ormai la tematica è in mano alla politica e ai Consigliere. In questa fase il mio ruolo, in quanto assessore all’Urbanistica, è secondario. C’è da dire che i Comitati e le associazioni hanno scelto un rapporto privilegiato e legittimo con il Movimento 5 Stelle. Non a caso il testo delle 84 osservazioni presentate è in pratica uguale, parola per parola, agli emendamenti grillini in Consiglio. A questo punto, se ci sarà l’occasione, mi confronterò direttamente con i rappresentanti eletti nelle istituzioni.