Agrate: il FAI del Vimercatese riapre la galleria intitolata al Maestro Bontempi

Sabato 25 febbraio sarà possibile visitare la collezione del maestro Bontempi frutto di corrispondenze con alcuni dei maggiori artisti del Novecento.
La collezione Bontempi, ad Agrate Brianza apre i battenti per due visite guidate, nel pomeriggio di sabato 25 febbraio. A organizzarle è il gruppo FAI del Vimercatese.
La collezione è una chicca poco conosciuta ma nasconde, tra le sue mura, una storia che ha del sensazionale. Questo non solo per le preziosità artistiche che possiede, ma anche per l’originale testimonianza di didattica che osò proporre l’insegnante cui la collezione è intitolata.
L’evento si inserisce all’interno delle linee guida del Fondo Ambiente Italiano: l’idea di andare a scovare le più piccole ricchezze, le perle nascoste delle nostre realtà locali, contribuisce senza ombra di dubbio a suscitare maggiore consapevolezza e curiosità anche nei confronti del territorio brianzolo.
Le visite guidate sono due una alle ore 15 e una alle 16, presso l’istituto scolastico D. Savio, via C. Battisti, 42 ed è richiesto un contributo minimo di 5 euro.
Siamo nel 1957, nella scuola elementare di Agrate e tutto cominciò in modo quasi casuale con la domanda di uno studente: “Ma signor maestro, gli artisti sono tutti morti?”
Provocazione o curiosità che fosse, il giovane maestro Enzo Bontempi – poeta, pittore e critico d’arte lui stesso – si fece subito pervadere da un’idea geniale: i suoi studenti avrebbero ottenuto, da soli, una risposta. Fece in modo che i suoi piccoli alunni – di quarta e quinta elementare – intavolassero una corrispondenza con alcuni pittori, scultori e poeti che non erano scelti a caso. Tra le firme delle letterine, indirizzate a questi studenti fortunati c’erano, infatti, dei signori nomi. Lucio Fontana, Aligi Sassu, Salvatore Quasimodo e Giorgio Caproni, solo per citarne alcuni.
I bambini interrogavano personalità che nel giro di pochissimi anni sarebbero state consacrate all’immortalità, su cosa fosse l’Arte. Chiedevano poi, agli stessi artisti, un esempio da poter mettere nella loro personale Galleria di classe. E fu così che la scuola elementare di Agrate, iniziò a popolarsi di poesie, schizzi e bozzetti.
Bontempi, dal canto suo, non cercava né giovani talenti, né voleva costituire un museo – dove le opere sono statiche, divinizzate e intoccabili. Ebbe il merito di suscitare curiosità, di lanciare input in studenti che da lì a poco tempo avrebbero dovuto lasciare i banchi di scuola per prendere in mano gli strumenti del lavoro. Ebbe l’ardire, in netto anticipo sui tempi, di lanciare un metodo d’insegnamento che mai come allora si discostava da quelli che erano i programmi ministeriali e che non era certo compreso e supportato dalla maggior parte dei colleghi. L’importanza che doveva avere lo sviluppo della sensibilità artistica, era per lui fondamentale anche negli studenti più piccoli, specie se poi, con ogni probabilità di Arte difficilmente avrebbero sentito parlare.
Scrive, infatti: “Che poi i miei alunni disegnino quadri astratti, invece che segare il compensato, credo che non sia importante. C’è sempre tempo, e per i quadri e per il compensato, ma per incominciare a fare gli uomini il tempo stringe.”
L’evento, gestito interamente dai volontari del FAI, sarà occasione di ritornare nella Brianza di oltre sessant’anni fa, un territorio certo molto semplice e sotto certi aspetti così diverso, ma sarà anche momento in cui immaginarsi studenti del Bontempi e leggere le corrispondenze, ammirare tele, schizzi e bozzetti, poesie di alcuni dei nomi più importanti del Novecento.
Per maggiori informazioni: www.faiprenotazioni.it – gruppofai.vimercatese@fondoambiente.it