Il volontariato a Monza: vivere aiutando gli altri a vivere

21 febbraio 2017 | 10:45
Il volontariato a Monza: vivere aiutando gli altri a vivere

Rapido excursus nel mondo del volontariato, fatto di persone che aiutano altre persone. Gli esempi a Monza e Brianza non mancano.

L’esercizio del volontariato è importante e utile allo sviluppo di una sensibilizzazione collettiva. Fare volontariato è un’ottima scelta: secondo alcuni studi, pubblicati sul giornale delle neuroscienze – Stateofmind, fare del bene incondizionato, avrebbe delle conseguenze positive sul nostro modo di vivere e di rapportarci con gli altri: vale per gli adulti, ma anche per gli adolescenti.

La partecipazione spontanea ad attività di volontariato nel periodo della formazione, sembrerebbe ridurre la presenza di comportamenti illegali dai 18 ai 28 anni di età.

Stando ad un’analisi territoriale dettagliata, promossa dall’ente delle Politiche Sociali della Provincia di Monza, sono molte le associazioni iscritte ed operative. Una vera e propria costellazione di risorse utili al territorio e alla collettività Impossibile menzionarle tutte, ma già l’esempio di alcuni dà la misura del fenomeno volontariato a Monza e in Brianza.
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l dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Raiberti di Monza ha promosso una raccolta fondi da devolvere alle scuole dei terremotati di Norcia ed Amatrice. Ci sono state altre adesioni dal liceo classico Zucchi e Mosè Bianchi, ma sono stati in tanti ad aver manifestato la propria sensibilità.

Fare volontariato non è semplice, richiede tempo, dedizione e impegno costante. Sono necessarie motivazioni profonde, creatività, capacità di relazione. È questa la frase-manifesto di Abio Monza e Brianza, Associazione per i bambini in ospedale, che ultimamente è sempre alla ricerca di nuove leve da coinvolgere.

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La Casa del Volontariato, è operativa dal 1998, grazie anche all’impegno del Lions Club Monza, è il punto di riferimento e di aggregazione per le attività di volontariato presenti in città.
I modi per aiutare il prossimo sono davvero molti;
Asvap Monza è sorta nel 1988, ha come obiettivo la tutela della salute mentale, ma non è la sola: il CPS di Monza – centro psico-sociale -, è un ottimo punto di riferimento per la ricerca e l’assistenza delle problematiche psichiche. Con Avis, è invece possibile donare il sangue, farlo in modo anonimo e gratuito. L’associazione è “apartitica, aconfessionale, senza discriminazione di razza, sesso, religione, lingua, nazionalità, ideologia e politica”, specifica il manifesto dell’associazione-.

Le iniziative di Avis a livello territoriale sono molte, – spiega Davide Viganò, addetto stampa di Avis, ma non è lo scopo principale: “la gestione del sangue è una questione molto delicata e la propaganda ha come primo scopo trovare nuovi donatori. Da due anni è attivo il progetto scuola – spiega – si tratta di diffondere l’importanza della missione a livello formativo. C’è una persona formata che interviene nelle per insegnare la solidarietà. È un progetto attivo che quest’anno ha coinvolto circa 10 comuni”. “I nostri volontari donano il sangue con continuità – l’evento terremoto, li ha visti molto coinvolti per l’emergenza sangue, c’è stata un’ottima risposta nazionale, anche a livello brianzolo”.
La partecipazione dunque non manca, soprattutto a fronte dell’emergenza, ma meglio applicarsi nell’ordinario con regolarità, che sull’entusiasmo dell’ultimo minuto. “Bisogna lavorare sulla regolarità della donazione”. Continua Davide. “Purtroppo certi donatori si fanno prendere dall’entusiasmo, è vero che è utile rispondere all’emergenza, ma sarebbe importante che diventasse un’abitudine di tutti i giorni”.
È nella quotidianità che si risponde al problema dell’emergenza.