Malattie cardiovascolari e fumo: ecco cosa ne pensa Brianza per il Cuore

27 marzo 2017 | 10:14
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Malattie cardiovascolari e fumo: ecco cosa ne pensa Brianza per il Cuore

Brianza per il Cuore, la Onlus monzese che da anni si occupa di prevenzione del rischio cardiovascolare, ha deciso di diffondere il tema con una serie di articoli.

Brianza per il Cuore, la Onlus monzese che da anni si occupa di prevenzione del rischio cardiovascolare, ha deciso di diffondere il tema con una serie di articoli del dottor Luciano Licciardello, medico farmacologo clinico e membro del comitato scientifico dell’associazione.

Nell’edizione 2016 delle lineeguida europee sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari si è ribadito che il principale e più importante intervento preventivo per ridurre il rischio di contrarre malattie cardiovascolari è l’astensione dal fumo. Inoltre, si conferma che anche il consumo di bassi quantitativi di tabacco, così come fumare pipa, sigari, sigarette leggere e anche il fumo passivo aumentano i fattori di rischio cardiovascolare.

In termini molto crudi e diretti le nuove lineeguida affermano che: il fumo è un disturbo di dipendenza letale. Un fumatore, nell’arco della sua vita ha una probabilità del 50% di morire a causa del fumo, e in media perderà dieci anni di vita. Il fumo è una causa accertata di una pletora di malattie croniche e non, ed è responsabile per il 50% di molte morti evitabili, metà delle quali a causa di malattie cardiovascolari. Nei fumatori con meno di cinquanta anni il rischio relativo di incorrere in malattie cardiovascolari è cinque volte superiore rispetto ai non fumatori.

E’ dimostrato che il fumo passivo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. L’esposizione sul posto di lavoro e/o negli ambienti familiari, aumenta il rischio cardiovascolare di circa il 30%. Sebbene il tasso di fumatori sia in calo in Europa, rimane molto alto ed è in aumento tra le donne, gli adolescenti e le persone socialmente svantaggiate. I fattori di rischio associati al fumo mostrano una relazione dose-risposta, tuttavia non esiste un limite minimo per gli effetti deleteri quali, per esempio, arteriosclerosi e fenomeni trombotici.

Con riferimento alle sigarette elettroniche (e-sigarette), le lineeguida segnalano che la loro efficacia è modesta nell’indurre la cessazione del fumo sebbene possano essere considerate una strategia valida per alcune persone. Le e-sigarette sono dispositivi a batteria che scaldano una soluzione contenente nicotina e altre sostanze chimiche producendo un vapore che inalato simula il fumo di sigaretta.

Circa il 6% degli ex fumatori che hanno utilizzato e-sigarette recidivano dopo un mese, un altro 6% dopo un anno. Quasi la metà degli utilizzatori sia di tabacco sia di e-sigarette hanno smesso di fumare dopo un anno, il che indica che il loro utilizzo potrebbe essere efficace nella prevenzione delle ricadute e nella cessazione del fumo. Tuttavia, le prove definitive sulla loro efficacia sono limitate a causa del piccolo numero di studi clinici finora effettuati.

Le strategie per aiutare i fumatori a smettere prevedono colloqui ripetuti e consigli pratici per scegliere eventuali terapie sostitutive della nicotina (gomme da masticare, cerotti, spray nasali, compresse sublinguali, ecc.) o assumere farmaci di supporto (bupropione, vareniclina). Un ulteriore importante aiuto ai fumatori è il supporto psicologico fornito sia individualmente sia in gruppo e, quando possibile, dall’ambito familiare.

I benefici della cessazione del fumo sono ampiamente dimostrati: in particolare il rischio cardiovascolare in ex fumatori è intermedio tra quello dei fumatori attuali e i non fumatori.

NOTA. Il 31 Maggio si celebrerà la giornata mondiale contro il fumo.

*Articolo del dott. Luciano Licciardello