Nova, un collage di targhe per farla franca. Ritrovata un’auto rubata

L’auto è stata rubata il 14 aprile a Milano e stazionava da giorni in via Venezia. La polizia locale ha scoperto che le targhe della vettura erano il risultato di un “taglia-incolla”.
La fantasia criminale dei furfanti non ha limiti. L’ultima “opera” di creatività truffaldina arriva da Nova Milanese, dove la Polizia Locale ha rinvenuto nei giorni scorsi un’auto rubata con una targa alquanto particolare: un vero e proprio collage di due targhe, saldate tra loro per formarne una terza.
L’auto, una Clio RS nera, era parcheggiata da qualche giorno in via Venezia. Fatto che ha insospettito i residenti della zona che, non avendo mai visto prima il veicolo, hanno segnalato l’accaduto agli uomini di via Villoresi.
Gli agenti sono quindi intervenuti, effettuando i controlli del caso. Ma la targa della vettura è risultata pulita e di proprietà di un signore residente in provincia di Bergamo. Qualcosa, però, non quadrava ancora. La targa era si esistente, ma corrispondente a un altro veicolo.
Ispezionando meglio l’auto dunque, qualcosa di anomalo è saltato finalmente agli occhi dei vigili urbani. Su entrambe le targhe della Clio era presente un quasi invisibile taglio. A quel punto i volti dei ghisa si sono illuminati perché avevano capito di essere di fronte a una targa contraffatta ad arte, ottenuta dalla giustapposizione di altre due targhe tagliate e saldate tra loro. In questo modo i delinquenti sarebbero sempre passati inosservati, perché sicuri che il numero di targa avrebbe sempre ricondotto la Polizia a qualche ignaro cittadino.
Dalla verifica del numero di telaio, l’auto è risultata rubata a Milano il 14 aprile e sarà riconsegnata al suo legittimo proprietario questo sabato, 22 aprile.
Nel frattempo, la Polizia Locale si è premurata di avvisare dell’accaduto il titolare del codice alfanumerico contraffatto, invitandolo a presentare querela contro ignoti. Gli uomini a bordo dell’auto rubata, infatti, potrebbero aver commesso qualsiasi reato e le responsabilità sarebbero ricadute tutte sull’incolpevole e ignaro signore bergamasco.