Candidati sindaco contro i “chiosconi”. Scanagatti in trincea

30 maggio 2017 | 18:32
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Candidati sindaco contro i “chiosconi”. Scanagatti in trincea

A 12 giorni dalle Amministrative si infiamma la campagna elettorale. Durante l’ultimo Faccia a faccia tra i sette candidati sindaco sono volate accuse pesanti. Rischio di finire in tribunale.

“Ognuno si assume la responsabilità di ciò che dice.” E  così a 12 giorni dalle Amministrative si infiamma la campagna elettorale. Durante l’ultimo Faccia a faccia tra i sette candidati sindaco sono volate accuse pesanti. Nel mirino il primo cittadino Roberto Scanagatti e due suoi ex compagni di Giunta, l’ex sindaco Michele Faglia e l’ex assessore Vincenzo Ascrizzi.

Ad accendere le polveri sono stati i candidati dell’estrema sinistra Michele Quitadamo e del centrodestra Dario Allevi. La domanda scatenante del moderatore, il giornalista Davide Perego del Cittadino, riguardava l’installazione dei 13 chioschi in centro città deliberata dalla Giunta di centrosinistra.
Proprio in serata, infatti era stato distribuito ai sette candidati un appello da parte di 31 associazioni culturali e comitati civici contrari alla loro installazione. “Dopo una lettera aperta al sindaco Scanagatti, un incontro con l’Unione commercianti, un incontro con l’assessore Abbà, la presentazione all’Amministrazione delle oltre 2mila firme raccolte nel maggio 2016, non abbiamo ricevuto mai risposte chiare – si legge nell’appello – Al momento il progetto sembra fermo ma da notizie di varia fonte sembra che a settembre i monzesi vedranno sorgere questi manufatti di varia grandezza nelle strade del centro e nelle piazze più suggestive.

I ‘chiosconi’ sono a tutti gli effetti spazi commerciali perlopiù dedicato a ‘cibo di strada’, contribuendo in maniera sostanziale al degrado della nostra Monza”. Con l’appello i 31 soggetti firmatari chiedono “a tutti i candidati sindaco perché si pronuncino con chiarezza e diano a tutta la cittadinanza una risposta pubblica molto semplice e definitiva. Siete intenzionati a confermare l’autorizzazione alla installazione dei chioschi o ascolterete l’appello di oltre 2mila cittadini e di chi negli anni ha dimostrato attenzione e amore per la bellezza e la cultura di Monza?”.

quitadamo

Se Danilo Sindoni, candidato del Movimento 5 Stelle, ha stroncato il progetto sorvolando sulle questioni di metodo, Quitadamo è invece andato giù piatto: “La cosa interessante di questa vicenda dei chioschi – ha dichiarato – è capire perché ne è stata offerta la realizzazione nel periodo di Ferragosto, quando la gente è in ferie. Mi viene da pensare che possa essere un incarico mascherato a una persona che negli ultimi 5 anni non ha avuto incarichi in Consiglio comunale, né in Giunta, ma che in passato è stata assessore e che comunque andava premiata per la sua fedeltà politica dopo il riavvicinamento a questa Amministrazione”. Il riferimento è chiaro ed è rivolto a Vincenzo Ascrizzi, cui fa capo Saum srl, l’unica società che ha risposto al bando del Comune.

dario allevi - mb 2017

Non da meno è stato Allevi che, sventolando una missiva inviata ai monzesi da Scanagatti, ha affermato: “Vi leggo un breve passaggio di una lettera che già tanti cittadini hanno ricevuto, una lettera che diventerà la mia propaganda elettorale fino alla mezzanotte di venerdì 9 giugno, tanto è piena di bugie e di menzogne. In questa lettera il sindaco Scanagatti dice che è stata riportata onestà e trasparenza nella vita amministrativa. Quella dei chioschi è una pagina veramente vergognosa, perché è stato fatto un bando, nei mesi estivi, al quale ha partecipato una sola società, Saum srl, dietro alla quale c’è un ex assessore della Giunta Faglia. Io vorrei anche sapere se questo ex assessore ha la forza economica per portare avanti il progetto dei 13 chioschi, o se dietro a lui c’è qualcun altro: questo il sindaco prima o poi ce lo dovrà spiegare. Anche se magari non c’è niente di illegale in questi atti, perché sono bravi a farli, secondo me il bando in estate è stato un atto di assoluta mancanza di opportunità politica. Così come è inopportuno che un consigliere comunale, presidente della Commissione urbanistica, si dimetta dalla carica di consigliere la sera (il riferimento è a Faglia, ndr) e il giorno dopo prenda dall’attuale Amministrazione un incarico di progettazione di un Piano integrato di intervento. Queste sono le cose che sono successe in questi 5 anni, altro che onestà e trasparenza nella vita amministrativa! Moltissima opacatezza (termine utilizzato erroneamente al posto di opacità, ndr) invece…”.

Scanagatti ha scosso la testa, ha sorriso beffardamente e ha sentenziato: “Qui sono state fatte affermazioni molto gravi nei confronti delle persone che sono state coinvolte. Io credo che ciascuno si dovrà assumere fino in fondo le proprie responsabilità”.

ascrizzi-vincenzo-mb

Sono dunque in arrivo querele? Lo abbiamo chiesto a caldo proprio ad Ascrizzi e a Faglia.Quitadamo e Allevi hanno detto sciocchezze e le hanno pure dette in ritardo ormai – ha commentato l’ex assessore – Si tratta di affermazioni già sentite negli ultimi anni. Il progetto dei cosiddetti ‘chiosconi’ ha seguito un processo di consenso lungo e corposo conclusosi, perché ormai siamo nella fase esecutiva, con un bando che non è stato aperto solo nel mese di agosto. Questa Amministrazione comunale è stata rigorosa e trasparente ai massimi livelli: c’è una marea di documentazione che lo dimostra. Se si arrivasse a pensare che in un Paese democratico un ex assessore non possa uscire dall’alveo dell’Amministrazione pubblica per occuparsi di attività lavorative proprie sarebbe un’ingiustizia. Tra l’altro sono stato amministratore per 15 anni per il Partito della rifondazione comunista (lo stesso di cui è ora segretario cittadino Quitadamo, ndr), quindi non sono stato certo in una situazione di privilegio. Per quanto riguarda il merito della questione, quella dei ‘chiosconi’ è un’attività imprenditoriale che rivitalizzerà la città e che ha riscontrato un numero di adesioni incredibile. Ho richieste dieci volte maggiori al numero dei ‘chiosconi’. Relativamente alle mie capacità economiche, il possederle era nelle regole del bando. Adesso, però, non ho intenzione di rispondere per vie legali alle accuse. Mi interessa solo portare avanti serenamente il mio lavoro”.

Faglia ha ricordato di aver già denunciato un altro amministratore: “Allevi sta ripetendo le accuse formulate dalla consigliera comunale Martina Sassoli (anche lei di Forza Italia, ndr) nella seduta del 28 ottobre 2013 per le quali ho presentato querela per diffamazione il 24 gennaio 2014. Il giudice ha però deciso per l’archiviazione lo scorso ottobre in quanto ha ritenuto la dichiarazione ‘priva di connotati diffamatori in quanto resa nel contesto del Consiglio comunale’. Per rispondere nuovamente a queste assurdità, ribadisco di aver dato le dimissioni, dopo 5 anni da sindaco e 5 anni da consigliere comunale, per lasciare spazio ad altri componenti della lista Città persone. Se Allevi si degnasse di approfondire le cose noterebbe che l’incarico di progettazione del Piano integrato di intervento (dell’ex Feltrificio Scotti, ndr) non l’ho ricevuto dal Comune ma dalla Fondazione De Ponti e ben 7 od 8 mesi dopo essermi dimesso da consigliere comunale e presidente della Commissione urbanistica. Peraltro avevo già lavorato per la Fondazione De Ponti nei primi anni ’90. Insomma, è quello che ha detto Allevi che è tutta una menzogna. Adesso valuterò coi miei legali il da farsi”.

Beh, che dire? Mentre tutti si lamentavano della campagna elettorale “cloroformizzata”, ecco spuntare le proposte di spostare la stazione ferroviaria sull’area dell’ex Cotonificio Fossati Lamperti e pochi giorni dopo le accuse sui presunti favoritismi della Giunta Scanagatti. Cosa ci riserverà il finale? Coincidenza ha voluto che quest’anno i fuochi artificiali per la festa patronale di San Giovanni saranno la sera prima del ballottaggio…

In apertura immagine relativa al dibattito dell 22 maggio.

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