Bernareggio: palazzo Landriani sede della nuova biblioteca

Un progetto da più di 3 milioni di euro, per trasformare il palazzo storico in una moderna biblioteca.
Un progetto ambizioso, non privo di rischi e difficoltà. Palazzo Landriani diventerà il nuovo fiore all’occhiello della cittadina, sede della biblioteca e delle varie attività culturali. Storia e modernità si incontrano: una biblioteca all’avanguardia collocata in un palazzo storico.
Il palazzo forse troverà ora la sua funzione definitiva, dopo una storia travagliata: nato come villa, ha poi ospitato attività produttive ed è stato sede del Comune fino al 2013. Oggi, al suo interno si trova il comando di polizia locale e la sala consiliare. Ma le potenzialità che ha questo edificio vanno ben oltre queste funzioni. Come valorizzarlo, allora?
Il primo passo è la ristrutturazione, poi bisogna rivedere l’organizzazione degli spazi. “Palazzo Landriani è una priorità della nostra amministrazione, è da tre anni che lavoriamo al progetto. Ora, abbiamo una bozza di piano d’azione, che potrà essere modificato. In questi mesi ascolteremo le opinioni dei cittadini e degli esperti, per essere pronti a settembre con un programma definitivo. Poi i lavori potranno iniziare”, spiega il primo cittadino di Bernareggio Andrea Esposito.
Ma cosa è stato fatto finora? Proprio ieri, giovedì 29 giugno, si è tenuta un’ assemblea per spiegare ai cittadini la proposta. Si viene così a sapere che un team di architetti e professionisti hanno già fatto le analisi preliminari, studiando le caratteristiche e il livello di degrado di ogni parete. Si è provato anche a pulire una delle pitture murali all’interno della Villa: grazie alla ristrutturazione si potrebbe riscoprire un patrimonio artistico molto ricco.
“Il nostro progetto prevede uno spazio di 1100 metri quadri, su due piani. Al primo piano ci sarà la sala per i prestiti bibliotecari e la consultazione delle riviste, collegato al cortile . Al secondo piano si troverà una sala di registrazione musicale e delle stanze-laboratorio. La polizia rimarrà dov’è; ci saranno spazi anche per le associazioni”, ha spiegato l’architetto Businaro, responsabile dell’ufficio lavori pubblici in Comune.
Insomma, un lavoro impegnativo, dal costo elevato. Tre milioni e mezzo è la cifra stimata per la riqualificazione, l’arredo e una minima manutenzione. Cifra che il Comune non può permettersi. Ma c’è una soluzione: un prestito particolare, che permetterebbe al Comune di pagare a rate solo una volta terminati i lavori. Un finanziamento di questo tipo, se si concretizzerà, garantirebbe anche di finire i lavori in tempi brevi: un anno e mezzo circa.
Se l’amministrazione sembra avere già chiaro come muoversi, meno convinti sono i cittadini, che hanno potuto esprimere i loro dubbi nell’assemblea di ieri. Da chi ritiene che il palazzo non sia la sede ideale per la biblioteca a chi è preoccupato per un eventuale fallimento dell’impresa che si occuperà dei lavori. Si rispetteranno le norme antincendi0? Ci sarà spazio per altre attività oltre alla biblioteca? I dubbi restano, ma bisogna considerare che fino a settembre niente è definitivo.
Per il momento, la speranza condivisa è che il progetto non resti sulla carta e che si possa davvero “tornare a vivere palazzo Landriani“, come il titolo stesso dell’assemblea dice.