Monza, Dario Allevi è il nuovo sindaco. Le dichiarazioni e il nuovo Consiglio

È Dario Allevi il nuovo sindaco di Monza. Il candidato del centrodestra ha battuto il primo cittadino uscente, Roberto Scanagatti del centrosinistra, per 1134 voti.
È Dario Allevi il nuovo sindaco di Monza. Il candidato del centrodestra ha battuto il primo cittadino uscente, Roberto Scanagatti del centrosinistra, per 1134 voti, che tradotto in percentuali significa vittoria per 51,33% a 48,67%.
Si conferma dunque la “maledizione” monzese che non permette al sindaco uscente di essere confermato sulla poltrona più prestigiosa del Municipio. Da quando è stata introdotta l’elezione diretta del sindaco non si è mai registrata una “reincoronazione”: è successo nel 1997, nel 2002, nel 2007, nel 2012 e, appunto, quest’anno. E ancora una volta i monzesi hanno cambiato la coalizione di governo, anche se in questo caso bisogna evidenziare che i successi del centrosinistra del 2002 e del 2012 collimano con le volte che il fronte avversario si è presentato separato, cioè con la Lega nord per conto suo.
Stavolta, e curiosamente nel periodo storico meno favorevole in considerazione delle distanze presenti a livello nazionale, il centrodestra si è presentato praticamente al completo, con FI, Lega, Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale e le liste civiche Anna Mancuso sostiene Monza futura e Noi con Dario Allevi alle quali si è aggiunta, con l’apparentamento per il ballottaggio, la lista Monza con Maffè.
I sei simboli hanno portato ad Allevi 21.869 voti, cioè 2.525 in più rispetto al primo turno di due settimane prima, mentre Scanagatti, sostenuto dal Partito democratico e dalle liste civiche LabMonza e Monza per Scanagatti sindaco, ha toccato quota 20.735 voti, ossia 1.356 in più rispetto al primo turno. Insomma, lo svantaggio di 35 voti dell’11 giugno è stato abbondantemente colmato dallo sfidante di FI sull’uscente del Pd. Praticamente la differenza l’ha fatta, appunto, la lista centrista Monza con Maffè, che aveva raccolto 2.005 voti correndo a sostegno di Pierfranco Maffè di Alternativa popolare.
Che le cose si mettevano male per Scanagatti lo si era intuito all’arrivo dei dati sull’affluenza ai seggi. Storicamente una percentuale bassa favorisce il centrosinistra, considerato un elettorato più militante e meno “vacanziero”. I 43.349 votanti, pari al 45,35% dell’elettorato, quindi non di molto inferiore al risultato dell’11 giugno (51,89%), segnalavano che l’appello al voto di Allevi era stato ascoltato. Il risultato finale evidenzia che a non andare a votare rispetto a due settimane prima sono stati perlopiù gli elettori del Movimento 5 stelle, tra cui il candidato sindaco e portavoce Danilo Sindoni, e probabilmente quelli della lista CivicaMente, a dispetto dell’appello alla partecipazione del candidato Paolo Piffer.
Alla chiusura dei seggi, alle ore 23, nella sala stampa allestita in Municipio anziché all’Urban center non era presente alcun politico di spicco. Dopo un quarto d’ora sono arrivati il berlusconiano Rosario Adamo e il salviniano Alberto Mariani. Alle 23.30 le proiezioni dei risultati nei Comuni capoluogo più grandi, trasmesse su maxischermi, davano come indicazione generale l’affermazione del centrodestra. Quindi veniva comunicata la percentuale d’affluenza, alta per un ballottaggio. Tanto per far capire la mobilitazione che c’è stata in questo ballottaggio da parte delle due coalizioni, 5 anni fa al secondo turno si era perso il 15% dell’elettorato complessivo, stavolta solo il 7%. Se Scanagatti nel 2012 aveva preso circa 5mila voti in più (rispetto ad allora oggi gli sono mancati i voti dei seguaci di Beppe Grillo e Piffer), Andrea Mandelli del centrodestra ne aveva attratti circa 7mila in meno di quanti ne abbia attratti Allevi, praticamente solo due terzi. Si deduce che quest’ultimo ha avuto una grande capacità di portare l’ex Popolo della libertà ai seggi il 25 giugno, con una temperatura tropicale.
Tra le prime ad annunciare il successo dell’ex presidente della Provincia è stata la deputata Daniela Santanchè, alle 23.50 su La7. Aveva in mano i dati forniti dai rappresentanti di lista di FI, perché dal Comune la casella dello zero non si era ancora incredibilmente schiodata. A mezzanotte sono comparsi il consigliere leghista Simone Villa, gli ex assessori pidiellini Daniele Petrucci e Marco Meloro e l’ex consigliere dello stesso partito Renzo Giordano Monti. Poco dopo è arrivato Francesco Magnano, geometra di fiducia di Berlusconi, accompagnato dall’ex consigliere democristiano Gianfranco Terruzzi.
Finalmente sono comparsi sullo schermo i dati di 3 sezioni, su 110, e la differenza tra i duellanti è risultata essere già di un migliaio di voti. Riguardo alle percentuali la confusione ha regnato sovrana per tutto lo spoglio perché i dati sono stati diffusi erroneamente sulla base dei voti espressi anziché su quelli validi. Dopo 25 sezioni il vantaggio di Allevi è sceso a 592 voti. È in questo momento che hanno fatto capolino in sala stampa il vicepresidente della Regione, nonché coordinatore provinciale di FI, Fabrizio Sala, il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Romeo, il suo collega del Pd, Enrico Brambilla, e l’ex assessore Andrea Arbizzoni, già eletto dopo il primo turno per FdI-An. Dopo 31 sezioni lo scarto è rimbalzato a circa 800 voti e dopo 35 a quasi mille. Alla 49esima sezione Scanagatti è riuscito a ridiscendere a -733 e alla 54esima è andato sotto i 700 di differenza. L’illusione per i pochi supporters del centrosinistra tra il pubblico è durata molto poco: a mezzanotte e mezza in sala stampa è esploso un boato da stadio accompagnato dai cori “Dario! Dario!”. A spiegarci cosa è successo è lo stesso Sala: “I rappresentanti di lista ci hanno comunicato gli esiti da tutti i seggi e risulta che abbiamo vinto per un migliaio di voti. È un anno che lavoro su Monza intensamente e sono contento. Il primo a credere in questa vittoria è stato Silvio Berlusconi. Con un grande lavoro siamo riusciti a liberare la città di Monza. Complimenti a Dario”.
Il successo del centrodestra è stato sancito pochi minuti dopo dall’arrivo di Scanagatti, preceduto da alcuni uomini di fiducia come l’ex consigliere Pietro Zonca e il segretario dei Giovani democratici, Shawn Guidi. Il sindaco uscente ha riversato la colpa della sconfitta alle politiche “romane”: “Il risultato nazionale è stato pesantemente condizionato dall’esito dei ballottaggi. Tutto sommato il nostro è un risultato positivo perché siamo arrivati a un’incollatura dal primo e quello del Pd sarà comunque il gruppo consiliare più numeroso; da altre parti è andata peggio. Hanno prevalso situazioni non locali, hanno prevalso messaggi diretti alla pancia dell’elettorato. C’è un vento nazionale che ha spazzato via tante buone Amministrazioni, tanti sindaci che hanno amministrato bene le loro città. Da parte nostra è stata una bella campagna elettorale, che ha visto impegnati tanti giovani, ma purtroppo non si è parlato di temi veri. Si è parlato di immigrati, di sicurezza, facendo esplodere il tutto come se la città fosse al degrado. Al mio successore faccio tanti auguri perché amministrare Monza non è facile: ci vuole molto impegno e dedizione e so che su questo fronte lui non verrà meno. Quello che mi auguro è che non metta in atto fino in fondo il suo programma, in particolare sul tema della sicurezza”.
Intanto all’1 le sezioni scrutinate sono salite a 95 e la differenza è di 843 voti. Un quarto d’ora dopo Allevi è entrato in Municipio accolto anche dai cori delle decine di persone pronte ad applaudirlo. “Al primo turno è stata una lotta all’ultimo voto – ha esordito – Al ballottaggio ho preso mille voti in più, frutto di un grande lavoro, un lavoro meraviglioso di squadra, che è stato possibile grazie a tanti ragazzi che sono andati in giro a fare propaganda e a un programma che ha ascoltato la gente. Ho visto un entusiasmo crescente giorno dopo giorno. Tra l’altro avevamo una doppia responsabilità: vincere per i monzesi e per dare un segnale ai nostri dirigenti nazionali. Quello che se si va compatti si vince. Il modello Lombardia, quello che governa in Regione, funziona e io infatti mi sono apparentato con Maffè. Mi auguro che anche per le Politiche si faccia lo stesso. Qui siamo partiti con un gruppo di persone che hanno creduto in me: tra questi i primi sono stati Sala e Berlusconi. Abbiamo costruito una squadra straordinaria, una coalizione straordinaria, con liste piene di giovani. Ai primi incontri venivano ad ascoltarci 4-5 persone; abbiamo finito a San Rocco con 400 persone. Già alla festa di chiusura della campagna elettorale per il primo turno avevo avuto sensazioni molto positive, ma è stata proprio la serata a San Rocco che mi ha dato la certezza di vincere. Domani si ricomincia dalle macerie lasciate da Scanagatti: una città irriconoscibile, insicura, degradata. La sicurezza è stato un tema sentito in ogni quartiere della città. Troppi sono diventati i luoghi in cui si ha paura ad andare e tra questi la stazione ferroviaria. Il prefetto mi vedrà spesso nel suo ufficio… E poi c’è stata poca manutenzione. Le strade sono piene di buche. Chissà che stanotte Scanagatti non esca dall’incantesimo nel quale si era messo e cominci a fare un’opposizione costruttiva… Io me lo auguro. Adesso vado a Villa San Martino di Arcore dove mi aspetta Berlusconi, che al telefono era felicissimo per il risultato di Monza”. Intanto le sezioni da scrutinare sono terminate: la differenza è risalita a 1134 voti pari al 2,66%.
Alla luce del risultato elettorale il Consiglio comunale di Monza sarà composto, in attesa che vengano nominati i nuovi assessori, da una maggioranza di 20 consiglieri, formata da 7 esponenti della Lega (Federico Arena, Simone Villa, Alberto Mariani, Laura Capra, Federica Mosconi, Salvatore Russo, Cesare Gariboldi), 6 di FI (Max Longo, Martina Sassoli, Rosario Adamo, Francesco Cirillo, Marco Ferrari, Franco Cosi), 3 di Noi con Dario Allevi (Desirée Chiara Merlini, Nicolas Monguzzi,Marco Negrini), 2 di FdI-An (Andrea Arbizzoni, Marianna Gaspero) e 2 di Monza con Maffè (Pierfranco Maffè, Marco Monguzzi), e da una minoranza di 12 consiglieri, formata da 8 esponenti del Pd (Roberto Scanagatti, Antonio Marrazzo, Cherubina Bertola, Paolo Pilotto, Egidio Riva, Egidio Longoni, Pietro Zonca, Marco Lamperti), 2 del M5s (Danilo Sindoni,Elisabetta Amato), 1 di Monza per Scanagatti sindaco (Maria Chiara Pozzi) e 1 di Civicamente (Paolo Piffer).