Dalle discoteche al velo: a Vimercate l’ex cubista ora ballerina di Dio

27 giugno 2017 | 10:00
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Dalle discoteche al velo: a Vimercate l’ex cubista ora ballerina di Dio

A Vimercate per raccontare la sua storia Suor Anna Nobili: “Facevo la cubista, ora ballo per Dio”.

Dalle discoteche alla fede, fino a Vimercate. Ha riempito la piazza Totem del Quartiere Tre Torri, l’ex cubista ora suora, in città per una tre giorni di spettacoli-preghiere fortemente voluti dai sacerdoti vimercatesi.

All’anagrafe è Anna Nobili, protagonista di un passato a base di alcool, sesso, appuntamenti occasionali e serate danzanti come cubista e ragazza immagine nelle principali discoteche di Milano. Vittima di un’infanzia priva di amore, Anna ha cambiato casa ripetutamente, risiedendo per un po’ anche a Concorezzo. Oggi, però, quella ragazza eccentrica ed esibizionista non esiste più perché al suo posto c’è una sobria Suor Anna, donna matura che conserva però l’energia di una giovanissima danzatrice: fondatrice della scuola di danza Holy Dance, infatti, la religiosa promuove la fede attraverso il ballo, tanto da essere stata da molti definita la ballerina di Dio.

Suor Anna ha conquistato i presenti, prima ballando con cinque ragazze della sua scuola di Palestrina, vicino Roma, poi esibendosi da sola e infine raccontando, o meglio annunciando, al pubblico la sua storia di conversione. Si, perché, nelle parole, nell’energia e nella forza con cui la religiosa si esibisce c’è qualcosa che ha a che fare con la rivelazione, come se vivesse continuamente quello che dice di aver visto nel momento in cui ha deciso di cambiare vita.

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“La mia conversione è stata graduale – ha raccontato – Prima buttavo tutto il mio tempo nelle discoteche, credevo di divertirmi, ma avevo solo bisogno di amore e allora riempivo la mia vita di rumore, uomini e relazioni sfrenate e finivo per sentirmi sempre più sola. Poi mia mamma ha iniziato a parlarmi di Gesù: io non capivo, la respingevo, ma nello stesso tempo qualcosa mi attraeva. E così, sono andata in chiesa a pregare, una volta, due e sempre di più, fino al giorno in cui, dopo un ritiro ad Assisi, ho sentito dentro di me che qualcosa era cambiato, allo specchio non mi riconoscevo più. Dio mi stava rivelando il suo amore: ed era un amore puro, bello, che non vuole possedere, proprio quello di cui avevo bisogno”.

Di lei se ne è parlato tanto, in tv e sui giornali: per un certo periodo, complice forse il “fenomeno Suor Cristina”, vincitrice della seconda edizione del talent The Voice, le interviste rilasciate da Suor Anna sono state numerosissime, dalle Invasioni Barbariche fino a Pif, da Vanity Fair fino alla Repubblica, in tantissimi hanno parlato di lei, che non sembra disprezzare questo interesse, anzi. “Il ballo è sempre stata la mia vita – ha spiegato – all’inizio, una volta presi i voti, l’avevo messo da parte, ma poi le mie consorelle mi hanno spinto a capire che stavo sbagliando, che dovevo andare a Dio con tutta me stessa, fatta di carne e ossa. Io comunico attraverso il mio corpo, lo facciamo tutti, come essere umano sono sensuale, ovvero fatta di sensi, ma attenzione, questa è cosa ben diversa da essere erotici. Parlo di espressione: sono felice di avere questo corpo e di poterlo usare come strumento al servizio di Dio. Quando ballo, Dio balla con me e io ballo e prego per lui”.

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Il pubblico ha sembrato apprezzare molto la particolare esibizione della suora, che con un abito rosso fuoco e in mano il crocifisso ha mostrato con la danza quello che ripete a parole, abbandonando il palco per lanciarsi in intense giravolte tra la folla che la seguiva abbacinata. Del resto, la sua scuola conta quasi cento allievi e si stanno già formando distaccamenti in altre sedi, come Foggia e Milano, a testimonianza dell’interesse che gravita attorno alla sua immagine. “Alla Holy Dance le ragazze affrontano un percorso spirituale, oltre che tecnico – ha continuato – si prega all’inizio e alla fine di ogni lezione e poi si balla, facciamo ritiri spirituali, preghiere in danza e tante cose belle con Dio e per Dio”.

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Anche l’interesse della Chiesa nei suoi confronti è alto, tanto che, come racconta la suora, lei e la sua scuola sono state più volte ricevute in Vaticano. “Certo, ci sono stati momenti difficili – ha spiegato – in passato ho ricevuto critiche, da persone che non hanno capito subito il mio modo di comunicare Dio e da membri dell’ordine religioso. Per questo mi sono ritirata. Poi però ho trovato la forza di proseguire e i risultati si sono visti, forse perché il lavoro che sto facendo è tanto e si vede”.

Il messaggio da dare ai giovani? “Il corpo non è un nemico, è quello con cui siamo al mondo, siamo noi, siamo un prodigio di Dio, dobbiamo esserne orgogliose e custodirlo non mercificandolo: questo insegno alle mie ragazze. Mi spiace a volte vedere donne e ragazze vestite in un certo modo, per l’immagine che danno e per il modo in cui vengono accolte nella società in cui purtroppo viviamo. Vorrei che tutte capissero che il loro corpo è bellissimo ma anche sacro, per questo va protetto e custodito. Solo così si può comprendere la gioia di appartenere a Dio”.

Suor Anna rimarrà in città fino a domenica, esibendosi questa sera, sabato 24 giugno alle 21, al TeatrOreno nello spettacolo della sua scuola di danza TalitàKum, e poi animando la messa delle 10 di domenica 25 presso il Santuario della Beata Vergine.

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