Dal mondo alla Brianza: a Mezzago il primo laboratorio di micro ortaggi italiano

7 luglio 2017 | 21:12
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Dal mondo alla Brianza: a Mezzago il primo laboratorio di micro ortaggi italiano

A Mezzago, Marta Crippa e William Thake portano avanti la prima startup italiana che coltiva microortaggi, famosi in tutto il mondo, in Italia in vendita grazie a loro.

Lauree in materie umanistiche, professioni orientate all’insegnamento o alla comunicazione, tanto amore per la natura e la voglia di fare qualcosa di veramente diverso. Semina questi ingredienti nel terreno giusto, attendi e vedrai fiorire un’idea che in Italia non è solo originale, ma anche e soprattutto unica nel suo genere. Si tratta di MicroLab, un insolito laboratorio nato dall’idea di una Sulbiatese, Marta Crippa, e dal cognato statunitense William Thake, che a Mezzago gestiscono uno speciale progetto: coltivano microortaggi, microgreens in inglese, che non sono come si potrebbe immaginate ortaggi in formato mignon, ma piante raccolte prima del loro sviluppo concreto, nella fase immediatamente successiva al germoglio, bellissime da vedere ma anche e soprattutto vere e proprie bombe vitaminiche.

microlab mezzago

In America spopolano da anni, in Europa del Nord sono in vendita negli scaffali di tutti i supermercati da parecchio tempo, in Italia al momento si conoscono grazie ai grandi chef o ai food blogger, che li utilizzano in ristoranti, tutorial o dimostrazioni per decorare i piatti e per dare loro un tocco speciale, che oltre al palato conquista la vista. In Italia il punto di riferimento per la ricerca su queste piantine è l’Università di Bari, dove con il finanziamento dell’Ue se ne studiano le potenzialità. Ma il punto di riferimento per la vendita è PiantaNatura, la startup mezzaghese di Marta e William, che, oltre a coltivare queste speciali piantine, si sono anche inventati un packaging, un marchio, un logo per renderle fruibili al grande pubblico. Grazie a loro, da qualche tempo è possibile acquistare in alcune catene di supermercati alcune varietà di microortaggi: senape, crescione, cavolo rapa, daikon rosa.

nuovibicchierini microortaggi

Venduti ancora vivi perché più facili da conservare, devono solo essere recisi e utilizzati come più piace: per dare gusto a insalate e panini, per guarnire piatti e rendere scenografiche le proprie ricette. E fanno anche molto bene: “Rendono scenografico un piatto e gli danno carattere – spiega Marta – In più sono veri concentrati di vitamine: studi statunitensi hanno dimostrato che contengono livelli cinque volte superiori di vitamine e carotenoidi rispetto alle piante adulte”.

Marta e William portano avanti quotidianamente il loro sogno nell’ex distilleria di via Matteotti. Veri pionieri, i primi in Italia ad averne fatto una vera professione, i primi a venderli alla Gdo, e soprattutto gli unici ad aver avuto la certificazione biologica Icea. E in loro ha sempre creduto anche Mezzago. “L’idea ci è venuta grazie al suggerimento da una zia americana di William, che sta a Seattle – racconta Marta – ma la vera svolta è stata trovarsi a Mezzago. Prima grazie alla Coop locale, che ha considerato valida la nostra idea e ci ha dato la possibilità di utilizzare uno spazio all’interno dell’ex distilleria. Poi grazie al Comune, all’amministrazione particolarmente attenta a progetti di agricoltura sostenibile, ma anche gli abitanti: abbiamo da sempre la sensazione che ci sia un’apertura mentale particolare rispetto ai giovani e alle loro idee”.

marta crippa e lo chef davide oldani microlab mezzago

L’attenzione attorno a questo micro mondo, grazie ai due ragazzi e a quanto pare alla comunità mezzaghese, va estendendosi: il laboratorio, inizialmente di 35 mq, è andato via via ampliandosi per l’aumentare delle richieste, i contatti sono cresciuti, i progetti anche e sempre più persone si mettono in contatto con MicroLab. Con PiantaNatura ha lavorato per esempio Sonia Peronaci, fondatrice di Giallo Zafferano, e dal laboratorio di Mezzago è passato anche lo chef  Davide Oldani, con i cui i due ragazzi hanno iniziato a collaborare. Ma le idee sono sempre tante e la voglia di sperimentare pure: basti pensare che in pochi metri quadrati vengono coltivate ben 25 microortaggi e sperimentata quasi quotidianamente la coltivazione di nuove specie in uno scambio continuo tra il laboratorio di via Matteotti e le richieste dei clienti, tra cui anche prestigiosi food blogger che con i microortaggi di Marta e Bill creano piatti veramente stupefacenti.

piatto con micrortaggio

A questa continua sperimentazione si affianca anche quella del campo di Cornate d’adda, dove si coltivano piante rare, come nasturzio, topinanbur, cicorie e radici varie. “Spinti da un’inappagabile sete di conoscenza, sia in campo agricolo che culinario, vogliamo sperimentare nuovi prodotti, nuovi sapori, stravaganti abbinamenti – si legge sul sito di PiantaNatura – Desideriamo collaborare con chef e professionisti del settore, che fanno della sperimentazione la propria linea guida”.