Bottiglie di vetro abbandonate: il degrado nel quartiere stazione a Carnate

L’ordinanza comunale per fermare la vendita delle bottiglie in vetro e il loro abbandono non basta. La protesta dei residenti. ++FOTO++
L’ordinanza che vieta la vendita e l’abbandono di bottiglie in vetro c’è, ma il problema non è risolto. Basta fare un giro per il quartiere della stazione per accorgersene. Ogni luogo sembra essere il posto adatto per gli incivili che, una volta finito il contenuto della bottiglia, la gettano dove capita.
Dopo che i residenti avevano segnalato più volte gli episodi di degrado, l’amministrazione aveva firmato un’ordinanza per cercare di arginare il fenomeno, datata 31 maggio. Nel documento, si pone soprattutto l’accento sulla pericolosità delle bottiglie di vetro lasciate per strada, potenziali armi se nelle mani sbagliate. La vendita di bottiglie di vetro è allora vietata negli orari serali e notturni da parte di qualsiasi esercizio commerciale, come ne è vietato l’abbandono. Inoltre, non si può consumare alcool nei parchi pubblici, frequentati dai più piccoli.
Ma, a distanza di due mesi, abbiamo fatto un giro per vedere la situazione ed è evidente che il divieto non ha avuto l’effetto sperato.
Come spesso accade, non basta un’ordinanza per cambiare le abitudini degli incivili. La sera non manca chi si ritrova a far baldoria e a bere in compagnia, senza preoccuparsi di ripulire. Così, capita spesso che la mattina dopo i cestini siano vuoti e i rifiuti gettati a terra: per lo più bottiglie di vetro, ma anche cartacce, lattine o bottigliette in plastica. Particolarmente degradata è la zona della stazione e nel sottopassaggio dove si trovano bottiglie e cocci di vetro posizionati un po’ ovunque, sul muretto e a terra.
L’area parcheggio di via Pascoli non è da meno: nelle aiuole, a volte un po’ nascoste, ci sono bottiglie di birra e lattine vuote, addirittura il rottame di una bicicletta e dei copertoni. A pochi passi di distanza, il parchetto di via Libertà, durante il nostro sopralluogo appare pulito e curato, ma anche qui, un socio dell’Associazione Quartiere Stazione ci dice che spesso la mattina i rifiuti da raccogliere non sono pochi. L’associazione ha la sua sede proprio nel parco in questione e sa bene di cosa stiamo parlando.
Per “evitare che si crei un clima di insicurezza tale da limitare la libera circolazione delle persone, garantendo altresì la convivenza civile e salvaguardando i diritti alla salute ed al riposo” un decreto non basta. Neanche le sanzioni previste per i trasgressori, dai 50 ai 500 euro, sono efficaci. Si possono fare più controlli e interventi. Forse, l’unica cosa che può mettere fine al degrado una volta per tutte è il buon senso, la civiltà delle persone, cosa che attualmente manca.