Bullismo e minacce all’oratorio: scoppia la “guerriglia” tra Seveso e Baruccana

3 luglio 2017 | 16:06
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Bullismo e minacce all’oratorio: scoppia la “guerriglia” tra Seveso e Baruccana

Ad un mese dall’inizio degli oratori feriali, parte la polemica: è bullismo! Tra Baruccana e Seveso è in atto una vera e propria “guerriglia” social.

Finiscono le scuole e bambini e ragazzi cominciano a riempire oratori feriali, centri estivi, campus. Giornate di svago e attività sportive che permettono ai più giovani di divertirsi e rilassarsi dopo le fatiche scolastiche, e ai genitori di poter lavorare sapendo i propri figli in un luogo sicuro. Però, agli oratori feriali di Seveso e Baruccana pare, ci sia in atto una vera e propria “guerriglia” tra le due diverse sedi.
La polemica parte da una mamma di uno dei ragazzi iscritti che, attraverso i social network, denuncia veri e propri atti di bullismo: gavettoni pieni di sabbia e sassi, biciclette bucate, cori e insulti, spintoni. Sono bastate poche righe per scatenare liti e commenti aggressivi anche da parte dei genitori coinvolti.
Ma partiamo dall’inizio, per cercare di fare un po’ di chiarezza: sono circa mille i minori che quest’anno hanno riempito gli oratori feriali della comunità pastorale di Seveso, gestita e supervisionata da Don Carlo Pirotta. Non pochi. Lo scorso venerdì, 30 giugno, i quattro oratori feriali (San Pietro, Altopiano, Seveso e Baruccana) hanno organizzato una gita fuori porta a Mont’isola, sul lago d’Iseo. L’oratorio San Clemente, in via Colleoni a Baruccana, è rimasto quindi aperto per accogliere tutti i ragazzi che hanno deciso di rinunciare all’uscita per rimanere in città: dalle otto del mattino, i cancelli si sono aperti per accogliere i bambini e garantire come sempre giochi e animazione.

oratorio san clemente baruccana giochi

Ma accoglienza e ospitalità, non sono state proprio le parole chiave della giornata. Pare, infatti, che tra i ragazzi di Seveso e quelli di Baruccana si sia accesa la fiamma della “sfida di quartiere” che, secondo alcuni, andrebbe avanti da molto tempo.

A farne le spese sono stati  i ragazzi di Seveso che, secondo quando raccontato dai genitori, hanno ricevuto minacce, spintoni e cori pieni di insulti da parte dei bambini e tutor di Baruccana. Insomma, atti di vero e proprio bullismo tra giovanissimi. “Una situazione insostenibile”, dicono le mamme e i papà del gruppo nato sulla pagina facebook di “Sei di Seveso City se…” . La discussione, oramai chiusa definitivamente dall’amministratore della pagina, ha però portato a galla molto di più: sfortunatamente, infatti, anziché dare il buon esempio molti genitori si sono lasciati andare a commenti offensivi e volgari, a volte violando anche la privacy di alcuni minori coinvolti. Oltre alle minacce, apparentemente pubblicate in forma anonima, in cui si incita ad atti di violenza “riparatori” nei confronti dei ragazzi di Baruccana, alcuni, addirittura, si sono dimenticati che nell’oggetto di discussione rientravano dei minori: ci sono state mamme, forse esasperate dalla situazione, che hanno pubblicato conversazioni private tenute con i ragazzi tutor, diciassettenni, pubblicando nomi e cognomi. Violente risse tra ragazzi, parolacce, cori offensivi, lancio di sassi e molto altro.

Questo è quando emerso dopo la denuncia fatta. Ma Don Carlo Pirotta, coordinatore della comunità pastorale, ci tiene a ridimensionare subito la cosa: “Non è bullismo, si tratta semplicemente di atti di goliardia – e continua, rispondendo ai tanti messaggi ricevuti da genidon carlo pirottatori in queste ultime ore – ho letto con cura tutto quanto avete scritto. Sarà mia cura stabilire ciò che è accaduto e prendere con serietà e puntualità i provvedimenti del caso, provvedimenti che non comprenderanno certo le medioevali punizioni fisiche che alcuni auspicano. Mi dispiace che nessuno si sia accorto che nel gruppo organizzatore e responsabile delle attività dei nostri oratori feriali non vi sono solo adolescenti di “un paio di anni più grandi di loro” ma decine di adulti con competenze e professionalità precise: due psicologhe, un’assistente sociale, quattro preti, due religiose, tre direttori di oratori e tanti altri.”

Al momento quindi, secondo Don Carlo Pirotta, la questione è sotto controllo: “solo ragazzinate” – dice -stiamo già lavorando per organizzare un incontro tra gli oratori – conclude – per favorire la riconciliazione”.